27
Giu
09

Italian Intermezzo: June 27th, 2009

As I am now in Italy for summer break, I will write the blog in English, so that my dear friends in Columbus and throughout the US can keep up with my adventures at home.

I am currently travelling around Italy with two American guests, Salvatore e Donna: I will be back in Verona on June 29th to celebrate my 26th borthday, and on that day I will put online my daily blog from this trip, along with great pictures.

Now I am off to Montecassino’s Abbey (11th century) and Naples!

More great mozzarella on the way, yum! :)

Below is a picture of me in San Gimignano, wondrous little medieval town in Tuscany :)

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17
Mag
09

Bustina Quotidiana: 16 maggio 2009 – La fine del tunnel?

Di nuovo quasi un mese di assenza.

Ciò rivela molto sul mio attuale livello di stress e l’ammontare dei miei impegni, incalcolabile. Dunque, come mai oggi posso scrivere?

Ebbene, signori e signore, ho finito la tesi. Non pensavo sarei riuscita a vedere questo giorno, consapevole della mia incapacità cronica di portare a termine progetti lunghi; ebbene, mi sono sorpresa e ho caparbiamente continuato a scrivere, nonostante Word ‘crashasse’ spesso e volentieri e a dispetto del blocco dello scrittore che mi ha colpito la settimana scorsa.
Ho finito, e ho finito bene: 70 pagine in tutto, in inglese e italiano, con il mio nome sulla copertina e il cui copyright dice “Camilla Zamboni”. Una corposa introduzione che parla della problematica rappresentazione dell’Olocausto nel cinema italiano e delle figure liminali e sospese che vengono a crearsi nel lager, seguita da due capitoli lunghi su due diversi periodi del cinema italiano e le diverse risposte di registi come Pontecorvo, Cavani, Wertmüller, per chiudere poi con una postfazione sui lavori di Faenza e Benigni.
Quando l’estate scorsa ho acquistato il testo di Giorgio Agamben “Quel che resta di Auschwitz”, non avrei mai immaginato che lo avrei sventrato a forza di rileggerlo e sottolinearlo. Questa esperienza di scrittura è stata più che utile, rivelatrice; ho imparato a giostrare il mio tempo prima delle scadenze, ad organizzare le mie idee in capitoli e paragrafi, a dosare la parole per ottenere un certo numero di pagine, a cogliere in un testo ciò che posso citare ed usare,ad usare il sistema di bibliografia MLA come una bibbia, a scrivere pagine e pagine di analisi su una scena lunga pochi minuti… Insomma, un assaggio di ciò a cui sto andando incontro nel mio percorso (la dissertazione del dottorato sono 200 pagine e più, le future pubblicazioni anche di più); ora mi sento decisamente attrezzata ad affrontare i 4 anni che mi aspettano a UCLA.

Dopo aver consegnato la tesi ai professori, ora devo aspettare venerdì pomeriggio per difenderla. Nel frattempo, lunedì, martedì e mercoledì avrò gli esami di Master, che devo passare se voglio laurearmi. Dopo i tre giorni di scritti (tre ore ciascuno, dalle 2.30 alle 5.30 pm ogni giorno), giovedì pausa e venerdì orali + difesa della tesi. Mi pare un po’ un mix assassino di esami di maturità e laurea triennale… speriamo di uscirne viva.

Anche perché mi serve una vacanza di due mesi pieni in Italia, a rilassarmi, stare con famiglia e amici e non studiare se non ciò che ho voglia di fare durante il giorno.
Per ora tuttavia, devo accontentarmi di studiare Petrarca e Boccaccio prima di andare a nanna; domani linguistica, poiché è il primo esame lunedì. Martedì invece saremmo testati sulla conoscenza di Dante/Petrarca/Boccaccio, nonché Rinascimento e 600/700. Mercoledì letteratura dell’800/900 e cinema (mercoledì per me è semplice…).
Quanto vorrei avere solo esami orali. Oh well.

Elemento vitale e supporto solido e stentoreo del mio umore in questi mesi di stress supremo e mille impegni… una canzone.
Canzone che ho ascoltato allo sfiniment, e ancora trovo magnifica. Dei Pink FLoyd.

E la magnifica cover dei Nightwish, che mi ha fatto conoscere l’originale:

In generale, i Nightwish mi hanno fatto da colonna sonora nello scrivere. Dal settembre 2008, quando ho iniziato a buttare giù le prime idee, ad oggi, quando le ho consegnate, rifinite e perfezionate. “Once” e “Dark Passion Play” vincono a parimerito il titolo di cd più ascoltati dalla sottoscritta.

E ora il testo di “High Hopes”, che è un capolavoro (dei Pink Floyd, heh).

Beyond the horizon of the place we lived when we were young
In a world of magnets and miracles
Our thoughts strayed constantly and without boundary
The ringing of the division bell had begun
Along the long road and on down to the causeway
Do they still LIVE there by the cut
There was a ragged band that followed in our footsteps
Running before time took our dreams away
Leaving the myriad small creatures trying to tie us to the ground
To a life consumed by slow decay

The grass was greener
The light was brighter
With friends surrounded
The nights of wonder

Looking beyond the embers of bridges glowing behind us
To a glimpse of how green it was on the other side
Steps taken forwards but sleepwalking back again
Dragged by the force of some inner tide
At a higher altitude with flag unfurled
We reached the dizzy heights of that dreamed up world

****

Encumbered forever by desire and ambition
There’s a hunger still unsatisfied
Our weary eyes still stray to the horizon
Though down this road we’ve been so many times

The grass was greener
The light was brighter
The taste was sweeter
The nights of wonder
With friends surrounded
The dawn mist glowing
The water flowing
The endless river

The grass was greener
The light was brighter
The taste was sweeter
The nights of wonder
With friends surrounded
The dawn mist glowing
The water flowing
The endless river

Forever and ever

Ciao! :)

29
Apr
09

Bustina Quotidiana : 25-27 aprile 2009 – LOS ANGELES e UCLA!!!

25 aprile 2009

Ho deciso di tornare a scrivere il blog dopo un mese di assenza grazie alle 5 ore di volo da Columbus a Los Angeles che mi hanno strappato a forza dalla mia routine quotidiana (studio per esami di master + tesi + insegnamento + due classi da seguire, una su tutta la Divina Commedia, l’altra su vari autori dell’800/900) e regalato qualche momento tranquillo.
Avevo dimenticato quanto mi piaccia viaggiare; quanto mi senta a mio agio negli aeroporti, che come mio solito esploro in lungo e in largo. Uno stop tra Los Angeles e Columbus: Phoenix, in Arizona. Un caldo africano – qui c’è caldo tutto l’anno -, deserto, paesaggi nuovi… volevo leggere e non ho invece aperto il testo, nemmeno sull’aereo. Non sono mai stata così a Ovest, quindi tutto è abbastanza nuovo, e, devo dire, molto diverso.
Nella fase di atterraggio, dal finestrino dell’aereo ho notato penso la caratteristica principale di Phoenix; non c’è vegetazione! Un colore marrone chiaro, desertico e compatto permea il paesaggio. All’orizzonte montagne brulle, marrone scuro (ci dovrebbe essere il Gran Canyon qui vicino, ma non so in che direzione), per il resto polvere e cactus. Ebbene sì, la mia prima esperienza faccia a faccia con un cactus vero, e alto più di me. Molto più che Columbus e l’Ohio, qui è evidente la distanza da casa; al di fuori dell’agglomerato urbano della metropoli (peraltro gigantesca, case ad un piano che si estandono l’una accanto all’altra a perdita d’occhio – ma costruire su più piani no?), non c’è…. nulla. Deserto, cactus, rocce più o meno imponenti, e basta. Quando l’aereo riparte, dal finestrino vedo aree immense senza una casa, o un campo coltivato, o un albero; uno scenario piuttosto alieno ai miei occhi abituati alla sovraffolata Italia o alla verde Europa. Mi chiedo se potrei vivere in un luogo come questo, in una città letteralmente strappata al deserto e costruita su sabbia e roccia; ho degli amici che vivono qui e giurano sia un Paradiso terrestre, quindi immagino abbia le sue attrattive. Nonostante ciò, sono molto, molto distratta al momento dal pensiero di Los Angeles: la città in cui vivrò per i prossimi 4 anni, una delle città più grandi e cosmopolite al mondo, il centro dell’attività cinematografica mondiale, Hollywood, Beverly Hills, Santa Monica, Venice Beach, l’oceano Pacifico e, soprattutto, the University of California at Los Angeles (UCLA). Appena arrivata, e spero la prima impressione sia positiva, incontrerò una delle figlie di Salvatore (il mio caro studente privato a Columbus) che mi poerteà a casa (e ospiterà in questi giorni) e poi al campus di UCLA, dove questo weekend si tiene un gigantesco ‘festival del libro’ con molti autori famosi. Incontrerò un amico, Brian, che mi porterà a visitare il campus. E avrò la macchina fotografica con me ;)

Per quanto riguarda la mia vita quotidiana nell’ultimo mese, qualche novità, nonostante il tran tran di ogni giorno si componga per lo più di studio, studio, insegnamento, cibo e studio. Gli esami di master (3 giorni di scritti + 1 giorno di orali) si terranno dal 18 al 22 maggio, e con i colleghi stiamo organizzando ripassi settimanali per tenerci al passo gli uni con gli altri e scambiare opinioni e domande. Inoltre, la mia tesi deve essere consegnata l’8 meggio al mio comitato di laurea, e poi discussa e revisionata, e quindi stampata e messa su file… un sacco di burocrazia x__x
Oltre a tutto ciò, sto insegnando un corso nuovo (Italiano 103) in cui si imparano condizionale, passato remoto e congiuntivo, che farebbero venire il mal di testa al migliore degli insegnanti. Infine, due corsi da seguire e per cui scrivere ‘papers’: un’analisi della Divina Commedia (tutta, il che impone un ritmo forsennato) e un corso sulla letteratura che va dal 1880 al 1980, con commentari di DeSanctis, Calvino etc. Inoltre ho seguito un seminario a inizio maggio sulla nozione di Impegno nell’Italia contemporanea, corso interessantissimo ma con montagne di materiale da preparare in troppo poco tempo: abbiamo visto due film di Nanni Moretti e “Il Divo” di Sorrentino, gli spettacoli “Vajont” e “Ustica” di Marco Paolini, e abbiamo letto “Gomorra” di Saviano, “Corpo di Stato” di Baliani e “Nessuna cortesia all’uscita” di Carlotto.
Il problema principale di questo trimestre, a parte l’esagerato carico di studio e stress che tutti gli impegni sovracitati comportano, è che non ho potuto fare la settimana di vacanza dello Spring Break, in quanto sono andata ad una conferenza a New York (a New York University) sulla denuncia e la possibilità di condannare ingiustizie e crimini nell’Italia contemporanea. Esperienza magnifica, riveletrice per alcuni versi – ho scoperto una rete di futuri ‘scholars’ in Italianistica, persona splendide con cui ho condiviso giornate intense e incredibili dal punto di vista intellettuale; inoltre ho compreso più a fondo le possibilità che il sistema universitario statunitense offre, e ne sono entusiasta. Papers fantastici, ospiti incredibili (come Paul Ginsborg, un uomo adorabile) e persino regali per chi presentava!

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26 aprile (domenica)

Ok, secondo giorno a Los Angeles – sono innamorata cotta di questa città meravigliosa e gigantesca, e del bellissimo campus di UCLA!!

Ieri appena arrivata ho incontrato Maria, che mi ha portata direttamente a Manhattan Beach (le foto saranno disponibili appena torno a casa e le metto sul computer), di fronte all’oceano. Vista che mi ha mozzato il fiato sin dal principio, le spiagge qui sono magnifiche, l’oceano immenso. Mi piace guardare la distesa d’acqua infinita, le onde e i surfisti, i campi da volleyball (che sono tantissimi), il molo con i ristoranti. Manhattan Beach è una delle zone “in” di Los Angeles, molto costosa, dove non si trova nulla per meno di un milione di dollari (nemmeno gli sbaguzzini); pare un piccolo paese di mare, con le strade che si buttano nell’oceano con pendenze non indifferenti e le case colorate e molto distinte per stile e dimensioni. Abbiamo mangiato da “Wahoo Fish Taco”, ritrovo per surfisti e amanti della spiaggia dove tutti mangiano in costume tra un bagno e l’altro. Ho mangiato un ottimo taco di pesce e un’insalata. Nel pomeriggio, Maria mi ha portata a Westwood Village, quartiere (qui si chiama ‘neighborhood’) molto europeo, dove tutto si può raggiungere a piedi (cosa più unica che rara a Los Angeles) e dove si trova il campus di UCLA. Sulla highway (autostrada/superstrada) ho sperimentato per la prima volta il traffico tipico di Los Angeles: strade da 12 o 14 corsie (6 o 7 per parte) completamente bloccate da un numero di automobili inconcepibile. Nelle ore di punta le strade si trasformano in parcheggi (cioè, non ci si muove), e ci possono volere ore per percorrere pochi chilometri; nel weekend invece la situazione si normalizza su un’andatura molto lenta (40/50 km all’ora quando va bene). Penso ci farò molte crisi di nervi, heh. Maria mi ha spiegato che le corsie più interne e più veloci sono riservate al ‘carpooling’, cioè auto con due o tre persone o più; in questo modo, si invitano gli abitanti a lasciare a casa l’auto quando possibile… ma un sistema di metropolitana no?
Ad ogni modo, la cosa più bella di Westwood sono i cinema: molti film hanno la première mondiale qui, e tutti i cinema hanno una sala sola, e molto carattere. Ci piace molto. Poi, il campus di UCLA: un paradiso terrestre, con il piacevolissimo extra di un clima sempre caldo o temperato, ventilato e secco e il cielo sempre blu. Pare che a Los Angeles non piova mai, e quando piove, il traffico impazzisce e viene dichiarata emergenza locale. Penso mi piacerà vivere qui, heh. Il campus si divide in Nord e Sud (link to map); il Nord, composto da edifici bellissimi, è la parte più antica del campus e la sede degli studi umanistici. L’edificio dove lavorerò io (Royce Hall) è il fiore all’occhiello del campus, e appare su tutte le cartoline :D La parte a Sud è dedicata invece agli studi scientifici.
Sabato pomeriggio ho incontrato un caro amico dei tempi di Lineage II (quando giocavo online, eh sì!), Brian, che mi ha fatto da Cicerone nel campus. Persona carinissima, ci siamo divertiti molto a chiacchierare e commentare vari aspetti della vita a UCLA. Maria poi è venuta a prendermi e siamo andati a mangiare con tutte le figlie di Salvatore meno una (cioè con Maria, Kellie, Roseanne e rispettive famiglie) in un’ottima pizzeria chiamata “Il Fornaio” – dovrebbe essere una catena italiana.
Alla sera, ero distrutta (il fuso orario di tre ore ha contribuito abbastanza); siamo tornati a casa e verso le 23 sono andata a dormire, svegliandomi ovviamente alle 6 convinta che fossero le 9…

Domenica è stata una giornata abbastanza impegnata; per pranzo Maria mi ha portata da “Lobster”, un ristorante a Santa Monica (una delle spiagge più esclusive di Los Angeles) con vista sull’oceano, dove ho conosciuto Angela, la quarta figlia di Salvatore, il marito Robert e la figlia Catie. Persone molto simpatiche, che abitano in un canyon vicino a Los Angeles e mi hanno raccontato storie abbastanza terrificanti sulla fauna che popola la loro zona – pare che trovino spesso coyote, leoni di montagna, tarantole e serpenti velenosi in giardino… Pare inoltre che in California in un raggio di due ore in auto si possano trovare l’oceano, il deserto, le colline, le montagne con la neve, la pianura, etc…
Penso mi piacerà vivere qui, heh.
Dopo pranzo e dopo un’altra visita all’oceano Pacifico, Maria mi ha portata – in auto – a Bel Air, Beverly Hills e Hollywood. Il campus di UCLA inizia di fronte alle ville di Bel Air e finisce a Westwood, e pare sia a 15 minuti di autobus dall’oceano; comincio a pensare di essere troppo fortunata. Hollywwod è un sogno: zona mano esclusiva di Beverly Hills o della costa, ha un carattere incredibile. Gli edifici sono tutti in qualche modo collegati al mondo dello spettacolo, e alcuni luoghi sono davvero pezzi di storia, come “Chinese” o “El Capitan”. Maria mi ha fatto scendere alla Walk of Fame, dove ho potuto fotografare alcune stelle (coem quelle di Godzilla e Jack Nicholson) – ci vorranno giorni per vedere tutti i nomi! Poi abbiamo continuato sul Sunset Boulevard e siamo infine tornate a casa. Pizza per cena e poi a nanna (ero stremata di nuovo).
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27 aprile 2009 (lunedì)

Lunedì, campus day. Sono arrivata alle 9 e ho scoperto di riuscire ad orientarmi molto bene, grazie alla visita di sabato; ho fatto colazione da Coffee Bean, che pare destinato a diventare il mio coffee shop preferito, e poi ho visitato il negozio del campus, dove ho comprato alcuni souvenirs dei Bruins (la squadra di football di UCLA). I colori della scuola sono giallo e blu chiaro, quindi dovrebbe andare bene anche a casa a Verona questa volta (il grigio scuro e rosso di Ohio State causavano problemi per la somiglianza con i colri del Milan)! Mi sono poi diretta a Royce Hall, dove ho chiacchierato un po’ con la segretaria e ho scoperto di avere un posto riservato negli appartamenti per i Graduate Students – il che mi ha fatto molto piacere. Alle 11 invece avevo fissato appuntamento con il professor Thomas Harrison, probabilmente il mio futuro advisor per la dissertazione e il mio referente per gli studi; persona splendida, con molto stile e una grande disponibilità e affabilità. Mi ha fatto subito sentire a mio agio e benvoluta, facendomi capire che lui e gli altri professori credono in me e nelle mie possibilità. Inoltre, è un uomo decisamente intelligente e interessante, il che non guasta dato che dovrò passarci un sacco di tempo a discutere. Ho incontrato alcuni Graduate Students che paiono simpatici e disponibili, e pare che le altre due ragazze ammesse non siano particolarmente ferrate in italiano… spero di saper sfruttare questo vantaggio e ho intenzione di fare del mio meglio per corrispondere alle aspettative che sono state riposte nella mia ammissione al programma.
Pranzo con Brian, a cui ho fatto tanti auguri perché martedì è il suo compleanno: ci siamo salutati e dati appuntamento a settembre quando mi trasferirò definitivamente. Alle 13, meeting con il professor David Liu, contatto americano di un cliente di mio padre (e mio amico), per il quale dovrò fare alcune traduzioni. Perosna in gamba, molto aperto e simpatico, abbiamo chacchierato del più e del meno e di affari nel coffee shop di Kerckoff Hall, nel campus. Poi una piccola pausa e un po’ di relax per me, fino alle 15; sono andata in una delle numerose zone verdi del campus (apparentemente qui la gente resta vestita, nel campus, e va in spiaggia a mettersi in costume – al contrario di Ohio State dove ogni cm di verde è coperto da un po’ di pelle nuda… >_>) e mi sono distesa a scrivere, nel sole tiepido – c’era “freddo”, circa 21-22 gradi.
Alle 15 appuntamento con Jonathan Hiller, uno dei Graduate Students di UCLA che sta finendo il dottorato, ragazzo simpaticissimo con cui ero in contatto da mesi. Mi ha spiegato meglio la vita come Graduate Student a UCLA e la sistemazione negli appartamenti offerti dall’università; mi ha anche portato in giro a Westwood Village di nuovo. Verso le 18, l’ho salutato e mi sono seduta su una panchina ad aspettare Maria per tornare a casa, fare le valigie e andare all’aeroporto, e per passare il tempo ho iniziato a studiare; in un paio di minuti, un gruppo di studenti mi ha chiesto di fare una foto con me per un progetto sulla settimana degli “esami finali”… immagino sia raro vedere qualcuno che studia per la strada.
Con Maria, siamo andate a casa a salutare tutti e poi a mangiare da Chipotle – poi all’aeroporto, dove ho comprato dei souvenirs e un ragazzo della security mi ha fatto i complimenti per la mia t-shirt gialla e blu firmata UCLA. Ho scoperto che secondo alcuni (caucasici per lo più), U.C.L.A. starebbe per “University of Caucasians Lost among Asians”, data la percentuale altissima di studenti asiatici. Inoltre, la tanto odiata rivale sportiva U.S.C. (University of South California originariamente) starebbe invece per “University for Spoiled Children”. Ha ha.

Ad ogni modo, pacchia finita. Si torna a Columbus a insegnare nel grigio cielo così tipico dell’Ohio… e poi studio, routine. Ma ci piace così, fino a settembre.

A presto!

25
Mar
09

Bustina Quotidiana: 25 marzo 2009

Futuro prossimo.

Ultimamente sto studiando moltissimo, e si tratta principalmente di attualità italiana. Gli anni ‘60, gli anni di piombo, i decenni successivi fino ad arrivare al nuovo secolo e millennio.

Guardando indietro ai fatti relativamente recenti della nostra storia, analizzati da vari studiosi con lucidità e inevitabile critica (soprattutto per quanto riguarda la storia del nostro amato stivale), mi sorge spontaneo un dubbio: che resterà del nostro presente, nel futuro prossimo?
Cosa diranno dei primi anni del Duemila i giornalisti e gli storici nel 2050?

Leggevo alcuni articoli di Pierpaolo Antonello (Cambridge university, che conoscerò alla conferenza di NY) e Paul Ginsborg (keynote speaker e padrino della conferenza di NY), e i libri di Marco Baliani e Marco Paolini; il passato prossimo del tricolore è grigio quanto il piombo che ha dato il nome a un intero periodo storico. Che dire invece del presente?
Con quale coraggio spiegherò ai miei nipotini perché la politica è un disastro, in Italia, perché c’è crisi economica, perché ci sono situazioni da terzo mondo, perché c’è la Mafia?
Se poi i suddetti nipotini guardassero un documentario come Biùtiful Cauntri o Viva Zapatero! o qualche programma-verità sul g8 di Genova e poi chiedessero “Com’è possibile, nonna, in un paese civile, che questo sia successo?” – cosa risponderei?

Dopo essere scappata negli Stati Uniti, ho iniziato a vedere la realtà italiana con un punto di vista esterno, e a sentire opinioni molto disparate da vari amici europei ed americani. Ho iniziato io stessa ad informarmi di più – oh, è molto più semplice ottenere articoli e documentari qui… – e ho realizzato che razza di censura sia in atto sul suolo italiano. E ciò mi ha sdegnata.

Sono grata a chi nel mio paese di origine fa giornalismo, satira, informazione che non collima con i piani di quella figura sospesa tra la caricatura e il macabro che è Silvio Berlusconi, nome che qualche anno fa nessuno conosceva e ora è sulla bocca di tutti, e mai per una buona ragione o un commento positivo. Si parla del suo strapotere, delle sue gaffe di portata stratosferica, della sua classe inesistente, della sua preoccupamnte intolleranza verso la satira, i comici e i giornalisti che non pendono dalle sue labbra, della minacciosa somiglianza della sua ascesa con quella mussoliniana.

Io purtroppo l’impegno e la motivazione di queste persone non li ho avuti al momento decisivo, quello di decidere se restare in patria o andarmene. E così me ne sono andata. E se è vero che qui posso fare carriera e diventare qualcuno che può farsi ascoltare, è anche vero che la mia partenza sa di sconfitta, amara sconfitta nei confronti di un sistema governato dal clientelismo e da favori “sottobanco”, da Mafie a tutti i livelli e corruzione che dilaga.
Non che gli Stati Uniti siano un paradiso da questo punto di vista, ma la meritocrazia esiste. E l’opposizione ad ogni livello è forte. E se la gente qui protesta, il governo ascolta, eccome se ascolta. In Italia abbiamo perso  anche questo, la capacità di farci ascoltare dal governo.
E così fioccano leggi che servono solo a mettere in regola e legalizzare gli interessi di pochi, mentre l’economia si ammala sempre di più e viene coperta di notizie fiduciose che abbagliano il sempliciotto e dipingono un sorriso amaro sulle labbra dell’informato.

La televisione è specchio della degradazione raggiunta nel paese; come fa notare Sabina Guzzanri, non c’è più un solo programma di informazione e libera circolazione di idee – e no, non considero Vespa e il suo “porta a Porta” informazione -nel palinsento non solo di Mediaset ma anche della Rai, la tv pubblica. Invece, ci sono un sacco di giochi a premi, un sacco di ballerine procaci, un sacco di comicità e satira innocua e benigna, che, come auspicato dai dirigenti berlusconiani, “non fanno pensare ma piuttosto danno una dimensione umana al target del loro sarcasmo”. Eh sì, perché da che mondo è mondo la satira non è diretta alla polemica… right. Chissà cosa passa per la testa ai professori di mezzo mondo a definirla tale.

Più leggo e mi informo, più mi rattrista vedere che succede alla mia bella Italia, che amo molto nonostante i lati negativi. E ancora una volta, mi chiedo cosa resterà di questi anni turbolenti, in cui la sinistra va a rotoli e la destra dà i numeri… e il popolo, intrappolato nel mezzo, subisce i colpi di entrambe le disfatte.

24
Mar
09

Bustina Quotidiana: 24 marzo 2009

Giornate belle, caratterizzate da un ottimo umore.
Il pensiero di Los Angeles e di un futuro pianificato e assicurato per 4 anni mi da’ una sicurezza e un buonumore invidiabili. Non riesco a smettere di sorridere, e ridacchio tra me e me quando penso alle prospettive che questa offerta da UCLA apre.

Venerdì, serata splendida – da Nyoh’s con un paio di miei ex studenti (poiché metà classe era fuori città, ci si troverà un’altra volta per fare karaoke, il 9 aprile), un paio di colleghi, Elena e la nuova coinquilina Samantha. Qualche birra, tanta musica country e lezione di linedance. Penso tornerò ogni venerdì: linedancing mi è piaciuto sin troppo, e voglio imparare a ballare bene!

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Inoltre, ho imparato a giocar a cornhole, passatempo tipico dell’ohioano medio: si tratta di tirare dei sacchettini ripieni di… immagino corn, e cercare di centrare un buco su una piccola piattaforma posta a qualche metro di distanza.
È spiegato meglio da Wikipedia qui.
Gioco abbastanza divertente (soprattutto con qualche birra in corpo), che mi ha fatto sentire un po’ più autoctona.

Sabato, mattinata pigra, pomeriggio a scrivere la seconda versione del secondo capitolo della tesi e praticare la lettura del mio paper per la coonferenza; poi al cinema con M. e il suo coinquilino. Abbiamo visto Gran Torino di Clint Eastwood, un capolavoro che ci ha fatto ridere sino alle lacrime.
Tornati a casa, un evento: M. mi ha lasciato guidare la sua 1970 Buick skylark 4 door custom, e mi sono divertita come una pazza a guidare quel transatlantico in giro per il parcheggio vicino a casa mia. Inoltre, non mi dispiace il cambio automatico! :D
Ecco una foto del mostro che ho guidato:

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Domenica, brunch da Tasi con Sal, Donna e M. : ottime le uova con salmone e verdure miste, bella l’atmosfera e la compagnia. Dopo mangiato, siamo andati al Columbus International Auto Show e abbiamo visitato i vari produttori per comparare prezzi e condizioni… mi sono innamorata del Volkswagen Beetle 2009, colore “Gecko Green” con interni beige. Decappottabile. Bellissima *__*
Mi ci vedo a guidarla per le strade di Los Angeles…

Dopo il salone dell’auto (gigantesco, siamo rimasti parecchie ore a girare), a casa a lavorare un po’ al paper e poi alla sera al bar Rumba con M., Carla (la mia supervisor) e Alessia, una mia collega. Ottima musica, e Chris ha cantato Honey Bee, la mia canzone rpeferita di Tom Petty…. Inutile aggiungere che mi sono precipitata di fianco alla piattaforma dove cantava a ballare :D

Lunedì, giornata abbastanza piatta: sveglia presto (verso le 8), ultimi febbrili ritocchi al capitolo 2, poi appuntamento con la mia professoressa alle 14 per una lettura del paper per la Conferenza di New York. Dana mi ha anche parlato del suo libro sulla Mafia, e i progetti per il futuro… mi piace chiacchierare in libertà con la professoressa Renga, soprattutto ora che il rapporto ‘lavorativo’ sta per finire, mi piacerebbe continuare a livello ‘amicizia’ :)
Dopo il meeting, ho preso l’autobus e sono andata a nord di Columbus, in un piccolo agglomerato commerciale molto carino; ho mangiato da Chipotle, preso un caffè da Panera e mi sono rilassata leggendo un po’ del materiale per la Conferenza (so che non è un metodo ortodosso di rilassamento, ma per me funziona!). Poi a casa, a guardare un paio di documentari per la Conferenza… Biùtiful Cauntri, sui rifiuti nel napoletano, mi ha disgustata… l’ecomafia descritta nel film è anche peggio di quella violenta che caratterizza le zone del centro… povera Italia.

Oggi, sveglia tardiSSIMO (damn it! >__<) dopo essermi addormentata sul divano alle 1 – meglio andare all’università (dato che finalmente il tempo mi concede di muovermi in bicicletta) per usufruire della fantastica connessione di OSUwireless (sto ancora scaricando film per la conferenza, sì…) e andare un po’ in palestra!

2 giorni alla partenza per New York :D

20
Mar
09

Bustina Quotidiana: 20 marzo 2009 – UCLA!

Da dove inizio… troppe cose in questi giorni.

Prima cosa veloce veloce: Gomorra di Matteo garrone è uscito ufficialmente al cinema negli Stati Uniti con il titolo di GOMORRAH (Hurray!! Hurray!!) – finalmente posso vederlo in sala :D

p.s. Il mutlisala di Columbus ha qualcosa come 30 sale di proiezione…altro che UCI >_>

Ecco la locandina americana!

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Poi vediamo… settimana pesantissima, esame finale dei miei studenti lunedì e poi serata spesa a correggere tutto e mettere i voti online (povera la mia testa… @__@).
Martedì meeting con FIGSA per definire i dettagli della nostra conferenza del 4 aprile e parlare di costi etc… inoltre, ho stampato il materiale per il prossimo quarter: 12 libri da leggere (in 10 settimane), più il Purgatorio e il Paradiso di Dante da analizzare in profondità e un pacco gigante di readings in inglese… ho una mezza voglia di spararmi x__x
Mercoledì studio e papers: un saggio su Bassani e il suo universo ferrarese (nel libro Dietro la Porta) - ho scoperto che Bassani mi piace moltissimo! – , i due capitoli della tesi da consegnare, e sistemare la presentazione per la conferenza di New York!
E a proposito di quella: due lunghissimi articoli in inglese da leggere per prepararsi (sull’incapacità della sinistra storica di contrastare personaggi come Berlusconi) al discorso del keynote speaker Paul Ginsborg, SEI! film/documentari da guardare, di cui nessuno reperibile negli Stati Uniti… per fortuna esistono i bit torrents. Comunque sono matti da legare x__x , sembra la preparazione per un seminario cristo, è solo una conferenza! Cosa positiva: ci sarà un evento la sera prima della conferenza (giovedì 26 marzo) in cui il noto professore Gardini di Oxford University parlerà del baronaggio delle università italiane e del perché sia sbagliato. Pizza a seguire: sembra molto interessante!

Giovedì, giornata campale: non avendo dormito, ero un cadavere dal mattino. Due Red Bull in corpo, un caffè: mattinata passata a finire il paper di cinema ( prima stesura del capitolo 3 della tesi – pagine 11), mettere a posto quello di letteratura, studiacchiare per l’esame finale di letteratura. Alle 13.30, esame finale di letteratura, pessimo. Argomento generalissimo, con il mio mal di testa crescente non ho scritto molto. Speriamo di non esserci abbassati la media generale… (plurale maiestatis, ci piace).

Dopo l’esamone, chiamata persa sul cellulare e messaggio in segreteria. Svogliata, lo ascolto. Thomas Harrison, da UCLA: butto i libri a terra, corro fuori e richiamo. Il professor Harrison risponde, cordialissimo, e mi dice che una decisione è stata presa, e io risulto in cima alla loro lista preferenze. Mi offre una copertura totale delle tasse per ben 4 anni, con una borsa di studio di 18.000 dollari (2000 al mese) per il primo anno accademico – praticamente mi pagano per studiare lì… – e un contratto da insegnante (cinema o lingua italiana) nei restanti tre anni. Boccheggio e mi metto a piangere mentre mi chiede se me la sento di dargli una risposta informale prima che mi arrivino le carte a casa.

Ovviamente dico di sì.
Metto giù, chiamo tutti quelli che conosco, ancora in lacrime. Da ultimi, mamma e papà: mamma mi comunica che quando mi trasferirò a Los Angeles verranno loro a trovarmi, e non il contrario. Lol.

Ergo, stasera si beve. Alle 8 vado in un locale country chiamato Nyoh’s, lezione gratis di  line dance e poi musica country… ha ha vedremo come va!

Ora qualche foto prima del campus di UCLA…

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L’edificio in cui si trova il Dipartimento di Italiano (e il mio futuro ufficio), Royce Hall…

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Il simbolo di UCLA e la squadra di football (gli stessi colori del Verona/Chievo, giallo e blu ha ha!)

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E infine Los Angeles…. woot!

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Grossa eh… guardate le strade e il traffico x__x

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L’università è a Westwood…di fianco a Beverly Hills… wow.

Non so nemmeno se me lo merito, ma cazzo! Sono troppo contenta!

C’è una strada chiamata “Sunset Boulevard” :D

*giggles*

15
Mar
09

Bustina Quotidiana: 15 marzo 2009, domenica

Venerdì 13 marzo: Sbornia colossale.
A cui aggiungere mal di testa, nausea fortissima, senso generale di malore, un ginocchio sbucciato e un’anca che fa male.
Bel risultato per una notte brava con il Dipartimento di Italiano.

Dopo l’evento Imagining the Holocaust (piccola commemorazione della Shoah con immagini da diversi film francesi e italiani e brevi citazioni o poesie recitate da noi, il tutto parte del corso di cinema), giovedì sera la professoressa Renga ha organizzato un piccolo afterparty a casa sua. Molto vino, bella musica.
Ho bevuto circa 6 bicchieri di vino: data la mia incapacità di tenere alcun tipo di alcolico, ero decisamente ubriaca. Dopo una passeggiata nel parco a mezzanotte, una rovinosa caduta sul ponte (da cui la sbucciatura al ginocchio, a quanto pare), un ballo sfrenato e un paio d’ore a flirtare con un ragazzo che nemmeno conosco, sono finalmente arrivata a casa, dove ho rimesso cena e alcol e sono finalmente svenuta sul divano.

Venerdì mattina, esami orali: dopo un intero trimestre in tacchi, abbigliamento curato e trucco impeccabile, mi sono presentata con viso sfatto e sofferente, maglione oversize, jeans e scarpe da ginnastiche. Inutile aggiungere commenti sulle espressioni basite dei miei studenti, che ho liquidato con un “I had a bad night. Don’t ask.
In qualche modo sono riuscita a portare a termine gli esami orali e persino a partecipare al meeting di fine trimestre con il resto dello staff.

Il prossimo quarter parte con il piede giusto, insegnerò Italian 103 (congiuntivo, condizionale etc, finalmente impareranno a parlare!) dal lunedì al venerdì alle 12.30 come richiesto. Inoltre, le mie lezioni di master saranno martedì, mercoledì e giovedì pomeriggio dalle 14.30 alle 16.18. In questo modo, potrò studiare per esami e tesi ogni giorno, poi fare pausa pranzo tra la mia lezione e le mie classi, ed essere libera la sera. Perfetto, adoro quando tutto funziona come dico io. :P

Sabato 14 marzo: ho dormito tantissimo, poi palestra (tra ellyptical machine, tapis roulant e bike sono un cadaverino oggi…) e lampade. Grazie ai 400 minuti gratis che ho vinto, ho acquisito un bel colore, molto inusuale per me in questo periodo dell’anno!
Serata casalinga con un amico, cena take-away (qui dicono to go) da Lavash Cafè (un locale di cucina mediterranea, ottima), 6 ore di chiacchiere – fino alle 5… – e film insieme > Ladyhawke.

Domenica 15 marzo: sveglia alle 11, telefonata a mamma e papà, e poi fuori con Salvatore e Donna. Cinema, shopping selvaggio al White and Black Market (devo stare lontana da quel negozio: due vestiti e un coprispalle, e la mia carta di credito ha chiesto pietà….) e un’ottima cena da Ocean Club, un ristorante molto esclusivo a Columbus, che serve principalmente pesce. Ho preso un ottimo King Salmon, con contorno di funghi. Poi a casa con Krissy e Stefan (amico di Krissy), a studiare e scrivere papers prima di andare a Rumba Cafè – mi manca un po’ di buona musica live…

Sono stata invitata ad un formal ball dei Marines. Sì, è ciò che sembra: un ballo, evento formale con dresscode, organizzato dagli USMC (United States Marines Corps). Un amico mi ha chiesto di essere la sua ‘date‘ al ballo ed io ho accettato, incuriosita da un’occasione di vedere come funzionano questi eventi in cui i ragazzi devono essere in abito formale (completo elegante o divisa da cerimonia) e le ragazze in abito da sera. Dato l’evento, ho dato un’occhiata al mio guardaroba e ho deciso di aver bisogno di un vestito nuovo per l’occasione. Ergo, oggi la visita a Black and White Market, negozio che vende abiti magnifici seppur costosi; ho acquistato un vestito bianco e nero in pizzo, lungo fino al ginocchio, davvero splendido (foto al più presto), con coprispalle di seta abbinato. Poi un altro abitino più fresco e informale. Totale…. lasciamo perdere. L’evento è l’11 aprile. I am quite excited :)

Oggi con Sal e Donna abbiamo guardato The Reader, di Stephen Daldry.
Un capolavoro.
Storia complicata ma ben delineata, musiche splendide, ritmo perfetto, ottima alternanza di presente e passato mediante i frequenti flashback, tematica difficile e delicata affrontata con rispetto e senza cadere nel melenso.
E poi gli attori. David Kross e Ralph Fiennes magnifici e perfettamente in sintonia nel rappresentare Michael giovane e poi adulto, Lena Olin dignitosa e pacata. E Kate Winslet che entra nella mia lista di attrici preferite con una performance che di Oscar ne valeva 4; la sua Hanna è come una bambina, curiosa, crudele, senza barriere. Commovente quando seduce un ragazzino molto più giovane di lei, quando piange in chiesa sentendo un coro di bambini, quando candidamente ammette i crimini come SS in tribunale. Il fatto che non si riesca ad odiarla causerà frustrazione in alcuni spettatori, di sicuro.
Non è mai facile parlare di Olocausto, sopravvissuti, colpa, memorie e moralità della legge; i dialoghi più belli del film sono quelli del professore di diritto, che distingue nettamente giustizia, moralità e legge, e ciò che è giusto da ciò che è legale, e il commento di Brigitte, sopravissuta ad Auschwitz, che dice “go to theatre or to literature to find catharsis. Nothing come out of the camps. Nothing.” Quest’ultima citazione potrebbe persino finire nella mia tesi, nel capitolo introduttivo.
Ho amato profondamente questo film per la capacità di trattareil tema Olocausto con la giusta ambiguità – mi ha ricordato Il Portiere di Notte di Liliana Cavani.

Da vedere.

È tutto per oggi: ultimo appunto sul tempo, giornata finalmente primaverile, 20 gradi e sole tiepido.
Sarei di ottimo umore, non ci fossero due capitoli della tesi da scrivere….

A presto!

Musica : Pandora.com, hard rock station (Ac/Dc, Guns’n'Roses, Led Zeppelin, Alice Cooper, Metallica, Aerosmith, Black Sabbath, Billy Idol, Europe, Kiss, Lordi, Poison, Queen, Scorpions, Skid Row, ZZ Top e altri…)

09
Mar
09

Bustina Quotidiana: 9 marzo 2009

*** Disclaimer: post scritto in un pomeriggio tranquillo, verso la fine della lezione di letteratura italiana. L’autrice ha mezz’oretta scarsa di sonno in corpo, e alle spalle una notte di intensa attività intellettuale ed emotiva, che ha lasciato segni tangibili sotto gli occhi (borse non indifferenti, che il trucco ha provvidenzialmente nascosto) e nell’animo, abbastanza scombussolato. Nonché un fantastico mal di testa. ***

Notte abbastanza onirica.
Notte passata a chaicchierare con M.
M. è un mio studente.

M. ad io abbiamo chiacchierato dalle 9.40 pm alle 4.40 am: 7 ore senza pause.
M. ha notato la cosa ed è rimasto scioccato.
Io pure.

Notte poco produttiva, come anche il weekend; ho cercato di scrivere, senza successo.
Un paper, poi un altro, e un altro. Davvero troppi, lo stress sta crescendo in modo esponenziale.
Ho scoperto il potere dei non-physical hugs.
Ho scoperto il meraviglioso Where the Wild Things Are di Maurice Sendak – grazie M.!

Ecco il link (l’originale è un libro):

Ho guardato Placido Rizzotto e I Cento Passi troppe volte.
Ormai sogno Peppino e Placido che tengono comizi. Comunisti.

Krissy ha fatto la pasta alle 4.40 stamani.
E l’ha mangiata. Io guardavo, vagamente nauseata.
Ho mangiato fragole e yogurt / ottime.

Il gatto faceva le fusa, il mio computer strani rumori.

Adoro questa canzone:

Mi serve una vacanza al più presto.
New York City, 26-29 marzo.
(però la mia collega va in Italia…che invidia)

Vorrei sapere qualcosa da UCLA e NYU.
Sono davvero sull’orlo di una crisi di nervi.

Amen.

06
Mar
09

Espressioni Inglesi

Un paio di updates sullo slang statunitense.

  • “Hindsight is always 20/20″ > si riferisce al guardare indietro, con il senno di poi, ad una situazione passata, e vederne in modo distinto i pro e i contro, molto più chiaramente di quando ci si era coinvolti. Nello specifico, l’espressione si compone di “be-hind” + “sight”, quindi ‘la visione dell’indietro’  e della misurazione di una vista perfetta, che qui si misura in 20/20 (mentre da noi è 10/10). Quindi, ‘guardare indietro dopo un certo tempo garantisce una visione perfetta di ciò che è stato”.
  • “Heinz 57″ > si riferisce a persone che hanno nel dna più di 5 etnicità diverse; il nome deriva dagli ingredienti usati per fare il ketchup di marca Heinz, che sono appunto 57…

    heinz_ketchup

More to come!

03
Mar
09

Bustina Extra: Muppets Love

Grazie ad un mio caro student, Ben, mi sono appassionata ai Muppets.

In particolare:

  1. The Swedish Chef

  2. Statler and Waldorf

  3. Questa canzone tenerissima di Kermit!!

Enjoy! :)