Storm.
Parola inglese piena, roca e vagamente inquietante, comunica potenza e grandezza.
Tempesta impressionante a Columbus. Un amico ha definito il concerto di tuoni e lampi ’sinfonico’.
Sirene come oboi spezzati, che avvertono del pericolo di tornadi.
Mentre scrivo, la luce della sala da pranzo va e viene, tremula e incerta.
Pare quasi che il tempo abbia deciso di sottolineare pesantemente il mio stato d’animo, con una certa ironia. Ironia perché nonostante la tempesta interiore che mi rende astiosa e suscettibile al minimo fastidio, tuoni e lampi mi terrorizzano. Come un riflesso sbagliato allo specchio. Come una descrizione che dice più di quanto sia necessario. Come un quadro che coglie paure e debolezze.
Ho bisogno di una piccola pausa, e di tornare a Verona, la mia adorata Verona.
Non sono stanca, no. Ho molta energia e mi piace insegnare e imparare lo spagnolo. Non sono triste, o annoiata. Ho solo bisogno di staccare. Columbus mi sta scomoda come un paio di jeans troppo stretti.
La mia classe estiva, composta perlopiù da piccoli geni in cerca di qualche credito formativo libero e persone più avanti con gli anni decise a imparare la lingua del Bel Paese, è davvero attiva e partecipe.
Il corso di spagnolo procede a ritmo serratissimo, ma mi piace sempre più – dovrei fare qualche post in spagnolo, prima o poi.
Ultimamente, ballo poco, studio tanto, lavoro troppo. Una ricetta per la follia.
Questo weekend, ComFest (music festival in un parco), Gay Pride Parade e una fiera di geeks downtown.
Promettente.
AH già, e il mio compleanno.
Auguri a Tommi per i suoi 24 anni il 26 giugno!
Ti voglio bene Tommy
p.s. i mobili sono arrivati, ora ho un letto (smetterò di dormire sul divano e soc he mi mancherà…)! A presto le foto dell’appartamento finito