Archivio per Novembre 2008

30
Nov
08

Bustina Quotidiana: 30 Novembre 2008 (e tutta la settimana prima)

Pare proprio che ultimamente io riesca a scrivere solo una volta a settimana… dopo aver fatto una pasta al pesto (oscena, grazie al pesto americano immangiabile) e i miei primi muffin riusciti bene, finalmente sono seduta – cercherò di ricordare tutto e raccontare in modo succinto prima di correre a finire il mio paper per il cinema sulla Mafia e il mio personal statement per la domanda di dottorato!

Sabato 22 Novembre (wow, quasi una settimana fa), giornata spesa principalmente a casa a studiare e scrivere fino alle 6 di pomeriggio. Poi con l’autobus fino a casa di Jacob – pessima idea, in quanto la partita di football tra Ohio State e Michigan, rivalissime, era appena finita e gli autobus venivano presi d’assalto dai tifosi in festa (Ohio State ha vinto). Maledicendo il football, ho incontrato Jacob alle 7 a Grandview (bella zona residenziale di Columbus dove lui vive): primo “vero” appuntamento, siamo andati a bere un aperitivo da VinoVino, bel locale in stile europeo. Cosmopolitan per me, Gin & Tonic per Mr. Schott – inutile aggiungere che mi ha dato alla testa, a stomaco vuoto.
Cena da Trattoria Roma, ristorantino costoso ma davvero di classe; ambiente molto confortevole, luci e musica soffuse, buon cibo e camerieri simpatici. Dopo cena, siamo tornati a casa di Jacob a guardare 2046 di Wong Kar-Wai: film splendido, di cui ricordo in modo molto vivido le pareti verde bottiglia e il montaggio geniale. Ecco il link -> qui.
Poi, un po’ di chiarimenti dovuti – e musica jazz di sottofondo (mr. Schott ha un gusto impeccabile in materia musicale). Domenica mattina, sveglia pigra e colazione insieme con caffè – mi piace il fatto che entrambi ne siamo succubi -, yogurt e granola.

Sono tornata a casa dopo pranzo, e la domenica se n’è andata in montagne di test e composizioni da correggere e fiumi di caffè.

Lunedì: lezione con gli studenti, ora di ricevimento, ora di conversazione, lezione di linguistica e poi lavoro in ufficio fino alle 8. Alle 8, salsa (ho aiutato l’istruttore, sorpresa dalle calde dimostrazioni di affetto degli studenti – pare che io sia mancata loro) e poi da O’Reilly’s con Julie a chiacchierare di vita, problemi, lavoro e stress. Molto piacevole, come al solito – adoro Julie :)
A casa a mezzanotte, nanne fino al mattino.

Martedì, sveglia alle 7 e inizio giornata piacevolissimo. Mentre fuori nevicaca leggermente, mi sono seduta sul divano con una tazza di caffè bollente e la coperta sulle ginocchia, guardando piccoli spezzoni di Love and Prejudice (la versione con Keira Knightley e Matthew McFayden che mi è appena arrivata da Amazon!!) e pensando alla giornata che mi attendeva. Alle 9, con Salvatore da Panera: lezione tranquilla e piacevole, che ha migliorato ancora il mio umore! Alle 12, incontro con Jacob per pranzo, e… addio buon umore!
Mr. Schott ha dato il peggio di sè, trattandomi in malo modo e ignorandomi per la maggior parte del tempo. Delusa, arrabbiata e amareggiata, non l’ho salutato e sono tornata in ufficio – dopo essersi scusato per ben tre volte e avermi mandato una poesia di Mallarmé (poeta ermetista francese di cui vado pazza) , mi ha spiegato come fosse estremamente teso e distratto dal prospectus della sua dissertazione, che aveva ricevuto prima di vedermi e che, apparentemente, non era andato molto bene. Gli ho risposto di evitare di usarmi come capro espiatorio delle sue frustrazioni intellettuali e lui mi ha invitata fuori il giorno dopo per un thé.
Serata con Jennifer e il suo ragazzo Sebastien, che finalmente ho incontrato: francese ma residente in Africa, Sebastien lavora in organizzazioni umanitarie per cercare di contribuire al risanamento della tragica situazione centroafricana. Conversazione molto interessante in cui ho potuto constatare quanto io non sappia assolutamente nulla delle guerre in atto nel continente nero.

Mercoledì, lezione molto semplice costituita dalle presentazioni orali dei miei studenti: il Cernvale di Venezia, Leonardo da Vinci, le Automobili Sportive italiana più famose, etc… I miei studenti sono davveor bravi :D
Alle 11, lezione con Joe, abbiamo parlato di gerundio passato, infinito passato e participio passato usati coem forme implicite. Poi, mi ha invitata ad una cena orgnizzata dal gruppo “Meetup: Italian speakers” di Columbus – una buona occasione per fare qualcosa di socialmente utile, per me. Alle 14, incontro con Jacob, questa volta da Zen Cha. locale dove si serve principalmente thè di varie zone del mondo più cibi leggeri.

Ho ordinato un’ottima insalata con avocado e salmone, e Jacob ha deciso di provare Kyoto cherry blossom tea, dal gusto delicato e leggero. Pomeriggio molto piacevole, a chiacchierare e fare le parole crociate in inglese – davvero difficile per me, ma Jake mi ha aiutata pazientemente (riuscendo così a farsi perdonare per la pessiam condotta del giorno precedente). Poi siamo andati in un negozio di arredamento di interni e abbiamo curiosato tra quadri, divani e mobilio fino alle 16.30: ho preso l’autobus per tornare a casa dopo aver schioccato un bacio sulle labbra di Jacob, per ringraziarlo della bella giornata.
Alle 18.30, Teresa è venuta a prendermi con i genitori, Mark ed Eileen: persone simpatiche e divertenti, specialmente Eileen che mi ha colpita per l’ironia pungente e il tono spesso caustico dei suoi commenti. Ho poi scoperto che insegna musica, è cantante lirica e sta compilando il primo dizionario di lingua elfica basato su tutta la produzione letteraria Tolkeniana, progetto inedito in via di pubblicazione. Sono rimasta a bocca aperta. Abbiamo mangiato da Max and Erma’s, ristorante molto americano ma molto buono, e poi siamo aprtiti per Cleveland. Sulla strada abbiamo incontrato un gruppo di cervi che attraversava – belli! – e poco traffico. Siamo arrivati a Cleveland nella casetta della famiglia Moore, piccola e accogliente, una sorta di cottage vicino al lago Erie, il confine nord degli Stati Uniti – sull’altra riva c’è il Canada. Qualche chiacchiera vicino alla stufa a legna in sala, e poi a letto!

Giovedì, sveglia verso le 10 per andare a casa dei parenti di Teresa: l’evento culinario dell’anno, il Thanksgiving o Ringraziamento. Tacchino ripieno, purè di patate dolci, fagiolini in salsa cremosa, cramberry juice, pane fatto in casa… ho mangiato fino a scoppiare. Poi abbiamo guardato Get Smart, film demenziale che celebra le gesta dell’agente segreto 86, serie di successo negli Stati Uniti una ventina di anni fa. Poi a casa, un po’ di lavoro sul paper, qualche chiacchiera con Teresa e la mamma, e poi nanne di nuovo.

Venerdì, sveglia alle 10, doccia e brunch con Teresa, Eileen e una famiglia di amici (Mark era al lavoro) la cui figlia andrà a Firenze in gennaio; volevano informazioni e rassicurazioni sul mio bel paese… Verso le 14, tour in auto di Cleveland e poi ritorno a Columbus. Arrivata verso le 19, cena veloce (avanzi del pranzo) e poi salsa night – ho ballato tantissimo con Mark e Mike, i miei ballerini preferiti, riuscendo forse a smaltire parte delle calorie immagazzinate giovedì!!

Un grazie grandissimo alla famiglia di Teresa, ecco alcune foto della breve gita:

Ieri, sabato, sveglia presto, pulizia generale della casa, bucato, piatti (con un paio di insulti per Krissy, che ultimamente è un po’ troppo pigra) e poi a fare shopping con Elena al mall di Easton – una sorta di città in miniature, dove ogni casa è un negozio, tutto addobbato con luci di Natale. Ho trovato un paio di scarpe favolose, di cui presto posterò una foto. Jacob mi ha raggiunta a Easton quando Elena se n’è andata, abbiamo fatto un giretto e poi a cane in un ristorante messicano. Poi a casa di Jacob, buon vino, buona musica, ottima compagnia = serata splendida. In più, Jake mi ha mostrato uno spezzone di un film ungherese sull’Olocausto – Fateless – che guarderò al più presto.

Stamani, ci siamo svegliati verso le dieci, colazione insieme con caffè, pane, burro e marmellata. Poi io ho lavorato ai miei innumerevoli paper e mr. Schott ha preparato un esame e apportato delle modifiche al prospectus della sua tesi. Mi piace moltissimo lavorare insieme, lamentandoci a turno di quanto abbiamo da fare e condividendo lo stress: c’è un’atmosfera molto intima ma produttiva.
Jake mi ha portata a casa verso le 14 – stasera Rumba Cafè con Elena e forse Jennifer e Sebastien, ora paper paper e lettura di Gomorra – si guarda il film martedì!

A presto (prima di sabato, ne ho le tasche piene dei chilometrici updates settimanali!)

Un bacione a mamma, papà, Michelino (tieni duro!), Daniele, Antonella, Giovanni, Marta, Elisabetta (con cui non ho contatti ma a cui voglio un mondo di bene..), Marianna e tutti quelli che leggono il blog!
Mi mancate e mi spiace non tornare per Natale :(

22
Nov
08

Bustina Quotidiana: 20 novembre 2008 – Neve

Quanta neve bianca,
dal cielo scende già…

Ecco, a Columbus lunedì scendeva tanta neve.
La neve in novembre mi lascia basita – tanta neve mi sconvolge abbastanza. Lunedì pareva Natale: nella mia cultura tipicamente veronese (a Verona nevica una volta ogni quattro anni, di solito molto poco e vicino a Natale), associo la neve alle festività in automatico.
Lascio al lettore decidere quanta voglia avessi di andare a lezione. Lezione che si è rivelata curiosa, con 10 studenti in classe su un totale di 26: invece di mandare tutti a casa, ho continuato con il programma, e gli altri studentelli se ne possono andare all’inferno.

Lunedì pomeriggio, lezione di linguistica, ho riavuto l’ultimo esame, 100%. Lezione lunga e tediosa sui dialetti, poi mi incammino verso Barnes and Nobles, libreria con Starbucks all’interno; mr. Schott mi ha dato appuntamento alle 5 lì. Arrivo e mi chiede come mai un look così differente: mi accorgo di avere i jeans e gli occhiali, che lui non ha mai visto, faccio spallucce e mi siedo. Dopo un po’ mi dice che sto molto bene vestita di rosso. Lo guardo interrogativamente poi torno a studiare. Mi mostra un libro illustrato di Moby Dick, lo sfoglio e torno a studiare. Verso le 7, propongo di tornare a casa perché sto morendo di fame. Jacob commenta che è un peccato che io non possa aspettare per la cena, avrebbe avuto piacere di prepararmela… stupita, lo squadro per un attimo e poi ribatto che se mi chiedesse gentilmente, potrei aspettare. Con mia grande sorpresa, mi invita gentilmente a casa sua a cena; accetto e andiamo a comprare la salsa per la pasta. A casa sua, prepariamo la cena insieme e poi mangiamo fettuccine con pomodoro origano e acciughe, e una salsiccia a lato con insalata. Tutto davvero ottimo, accompagnato ad un vino rosso eccellente. Dopo cena Jacob mi mostra tutti i suoi dischi (nello scantinato) e mi fa provare a ‘graffiare’ – il signorino era un dj con i fiocchi in passato e possiede ancora tutti i ferri del mestiere. Dopo i cd, le foto: è interessante vedere com’era Jacob da giovane, e la sua ex, e i suoi viaggi… un po’ come ricostruire un puzzle. Dopo, un bacio un abbraccio e l’invito a dormire lì (era davvero troppo tardi per prendere un taxi).
Alla mattina, colazione con caffè, pane e marmellata e poi lui a Hagerty ed io a casa. Martedì pigro, lezione senza la professoressa Renga – abbiamo guardato 3 episodi dei Sopranos – e poi alle 5.30 a vedere il nuovo film di Clint Eastwood, “Changeling”. Magnifico film con splendide interpretazioni di Angelina Jolie e John Malkovich, il film racconta la storia scioccante della corruzione della polizia di Los Angeles negli anni ‘30. Con questa scusa, Elena e Krissy hanno conosciuto Jacob e Jennifer – e io sono uscita con le persone più importanti per me a Columbus.Non appena a casa, telefonata di Jacob (prima volta che chiama senza usare internet…) e chaicchierata veloce sul film.

Mercoledì: lezione con un buon numero di studentelli (immagino che il quiz di venerdì li spaventi), perlopiù ripasso. Ora di ricevimento e poi lezione di linguistica: alle 4.30, in ufficio ad aspettare le 7. Verso le 6 da BentoGoGo a mangiare sushi, poi a Wexner Center for the Arts per vedere due film di Alain Robbe-Grillet, un regista francese pre-Nouvelle Vague… Jacob mi aveva invitata, e gliene sono grata: due film splendidi, girati con una profondità incredibile. Il primo, L’Immortelle, è girato a Bisanzio/Istanbul con uan fotografia mozzafiato; tutto il film gira attorno all’idea del dualismo e della eprcezione della realtà e del passare del tempo. Magnifico il modo in cui la serie di immagini iniziali viene poi ripresa durante il film, in riferimento a diverse scene. Pura arte cinematografica. Il secondo film, Trans-Europe Express, ha un concept geniale, mostrando una storia che si svolge e in contemporanea i creatori nell’atto di scriverla, creatori che cambiano le diramazioni man mano che la trama si dipana, con riprese, stacchi e flashback. Inoltre, l’attore principale è Trintignant, il protagonista del successivo Il Conformista di Bertolucci. La visione di queste perle è stata resa più piacevole da mr. Schott, che mi ha tenuto la mano per tutta la durata dei due film.

A casa, breve telefonata con Jacob per parlare dei film e decidere di uscire insieme sabato.

Giovedì: mattinata con Sal (lezione privata + chiacchierata), lezione alle 2.30 con il film di Salvadores Io non ho paura, poi alle 5 da Panera con Jennifer. Tante cose da dire, tante emozioni da condividere; il suo ragazzo arriva dalla Francia venerdì e lei è sin troppo eccitata! Chiacchieriamo un po’ anche di Jacob, poiché lei lo conosce bene: secodo Jenni, mr. Schott è davvero interessato alla sottoscritta, ma ha paura delle implicaizoni dei propri sentimenti. Mentre parla, realizzo che ne ho le scatole piene di mr. Schott; non ne posso più del suo essere schivo ed elusivo e del suo non esporsi, e decido di stargli lontana.
Serata a Boma con Elena – salsa con Mark, Mike, Claude… e Mark che mi dice che sono la sua ballerina preferita a Columbus. Son soddisfazioni, eh (Mark è il ballerino più bravo della città, a mio parere). A casa tardi dopo una serata splendida, poco sonno e sveglia di nuovo presto presto.

Oggi: tutti i miei studenti in classe per il quiz (incredibile, dato che ieri aveva luogo la tradizione del “salto di mezzanotte nel laghetto del campus” e la temperatura era sui – 8 gradi C), classe perlopiù semplice non fosse per la montagna di quiz che ora devo correggere nel weekend – davvero tantissimi, 26 quizzes da 5 pagine l’uno, 26 composizioni scritte e 26 pagine dell’eserciziario… o.O
Dopo la lezione, meeting di FIGSA: alcune brutte notizie, scambio veloce di opinioni su come raccogliere fondi oer la Conferenza e poi la “Call for papers” da scrivere. Jacob si è divertito a fare commenti cattivi sull’Italia, come al solito.Alle 3.30 conferenza del professor Klopp su Giorgio Morandi, pittore importante italiano, e poi a cena da Chipotle con Claude. Una breve capatina a casa per cambiarmi e fuori a ballare di nuovo – salsa.

Ora sono le 1:39 am, la temperatura è di – 7 C, ho sonno, freddo e voglia di infilarmi tra le coperte – volevo però prima finire il mio resoconto settimanale. Il weekend si prospetta faticoso e impegnativo, fitto di impegni soprattutto di scrittura, incombenti.

Tuttavia, domani uscirò con mr. Schott – ristorante e poi dvd a casa – oh, come siamo pantofolai! :D

A presto!
P.s. Krissy mi ha chiamata oggi, dicendomi che le manco un sacco. Commossa, le ho detto che è la migliore coinquilina del creato e che anche lei mi mancava. Spero di vederla al più presto!

16
Nov
08

Bustina Quotidiana: 14 e 15 ottobre 2008

Fine di una settimana intensa.
Giorni, questi, caratterizzati da un buonumore costante e molta serenità.

Dopo un buon esame di liguistica lunedì e una giornata pesante e faticosa martedì, mercoledì è stato caratterizzato da una temperatura più mite, che mi ha messo di buon umore.
Lezione tranquilla con i miei studenti, consegna della bibliografia alla lezione di linguistica, lezione interessante sui dialetti e la loro distribuzione nello Stivale e poi fuori con Jennifer.

Chi è Jennifer? Una delle persone conosciute venerdì sera a casa di Jacob, ragazza incredibile – intelligente, determinata, con il ragazzo francese che vive lontano da Columbus per la maggior parte dell’anno. Tre ore di chiacchiere e piacevoli discussioni a Panera, davanti a un caffè caldo (caffè americano, ovvio, l’Espresso non prendetelo qui…): le ho insegnato un po’ di italiano, abbiamo chiacchierato in spagnolo – Jennifer è bilingue, inglese e spagnolo – e parlato di vita e progetti. In quanto parte del ristretto gruppo degli amici intimi di Jacob, si è rivelata utilissima nel fornire informazioni e piccoli pettegolezzi sul mio Mr. Darcy, soprattutto dopo aver scoperto la natura dei miei sentimenti per lui.
Dopo aver ammesso a me stessa e a Jennifer che effettivamente mr. Jacob Schott mi piace davvero un po’ troppo, mi sono sentita meglio; ora ciò che mi resta da fare è convincere l’interessato che non troverà mai una ragazza migliore di me, e aspettare pazientemente che se ne renda pienamente conto. Con la montagna di impegni che mi attendono al varco nelle prossime settimane, non dovrebbe essere troppo difficoltoso.
A casa alle 9, breve discussione online con l’oggetto dei miei desideri e poi studio – giovedì esame.

Giovedì, lezioncina tranquilla con Sal a Panera alle 9, poi a studiare nella biblioteca Orton e pranzo/ripasso con Audrey e Kelly. Poi esame sulla storia della mafia e film collegati e lezione/commento su The Godfather II, ma la mia mente era già all’appuntamento con Jacob alle 17.
Una collega mi ha fatto notare come la combinazione vino e antipasti nella zona più bella di Columbus sia un appuntamento “vero”. Ciò ha prodotto un curioso effetto nel mio stomaco, dove numerose farfalle hanno iniziato a volare tutte insieme, togliendomi la mia controllata lucidità – nonché il respiro.

Sono arrivata in ritardo a Burgundy Room, probabilmente il mio locale preferito in questa città. Ambiente raffinato, musica soffusa, ampia scelta di vini e tapas. La signorina all’entrata ha chiesto se fossi aspettata da un gentleman e io ho risposto affermativamente. Così mi ha fatto entrare in una saletta e accomodare accanto a Jacob, che mi aspettava leggendo. Abbiamo chiacchierato per un paio d’ore, con un paio di bicchieri di vino rosso. Verso le 19, conscia della sua partenza per Minneapolis il giorno seguente edella sua usuale reticenza a spendere tempo con me, ho rpoposto di tornare a casa, idea alla quale lui ha opposto un invito a fare una passeggiata nel parco e poi prendere un caffè a Cup Joe, catena locale che imita Starbucks.
Ho accettato, vagamente sorpresa. Abbiamo fatto un lungo giro nel parco, con mr. Schott che passeggiava di fianco a me con aria molto nervosa. Poi la tensione si è dispersa di nuovo nell’altro locale, dopo un pessimo espresso ci ha dato modo di criticare un po’ gli Stati Uniti. Chiacchiere più rilassate, e una buona notizia: Jacob avrà un’auto in dicembre.
Verso le 20.30, siamo andati a prendere l’autobus per tornare a casa e la tensione è salita ancora, anche a causa della fastidiosa tendenza di mr. Schott a starmi un po’ troppo vicino, senza parlare ma con gli occhi fissi nei miei. All’arrivo del suo autobus, un lungo abbraccio e il mio augurio per un’ottima conferenza.
Una volta partito, ero senza fiato. Maledette farfalle.
Giovedì sera a ballare salsa, con un sorriso smagliante e la sensazione di essere molto leggera.

Dovrei mettere almeno una foto di mr. “Malditesta”…

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Venerdì pieno di impegni. Lezione con gli studenti, pranzo con Lisa Bevevino (collega del dipartimento di francese), poi un’interessante conferenza presieduta da un professore dell’università di Manhattan, Rocco Marinaccio. Tema: la cucina degli italo-americani e la cultura dell’immigrazione, incluse le differenza con al madrepatria. A seguire, cena tutti insieme. A casa in bicicletta, nanne.

Oggi, giornata davvero splendida sebbene io abbia perlopiù studiato.
Incontro con Jennifer alla biblioteca Orton, dove siamo rimaste fino alle 2; poi pranzo da Panera, con molte chiacchiere e molto studio fino alle 19.30. Tornando a casa a piedi,  ci siamo fermate a mangiare sushi e parlare un altro pochino. Arrivate a casa sua, abbiamo scoperto che non aveva le chiavi, così è stata mia ospite finché il suo coinquilino è tornato a casa dalla serata: vino, un buon film, serata quieta ma molto serena. Krissy era al lavoro, quindi io e Jennifer abbiamo parlato molto – mi piace moltissimo questa ragazza dal carattere forte e ammiro la sua incrollabile fiducia nell’amore con il suo Sebastien – che adesso è in Africa in missione umanitaria…

Una volta partita Jennifer, ho guardato pezzetti di film su Youtube, specialmente Pride and Prejudice.
Ora sono le 4.35, e temo sia abbastanza tardi. Domani ancora studio, un paper da scrivere per lunedì. Domani sera, Rumba, con Elena e forse Jennifer.

Mi manca Jacob. È due giorni che non parliamo (è a Minneapolis) – oggi ho mandato un messaggio di incoraggiamentoe ricevuto un ringraziamento… ma è poco. Vedremo coem va la prossima settimana…
Martedì si guarda Changeling di Clint Eastwood con Jennifer!

Chiudo con un quote da Jane Austen:

They walked on, without knowing in what direction. There was too much to be thought, and felt, and said, for attention to any other objects.

E la musica!
Canzone che ascolto fin troppo ultimamente, dalla colonna sonora di The New World

E una nuova scoperta, Aesop Rock

A presto!

14
Nov
08

Bustina Quotidiana: 11 ottobre 2008

Update di una settimana pesante e impegnatissima, che arriva dopo aver finalmente tolto il GRE dalla lista delle cose da fare e un giorno di meritato riposo -ieri.

Oggi sveglia tardi, e il – difficile – ritorno allo studio e alla produttività.
Ho due papers da scrivere per questo trimestre, e un capitolo della tesi – in aggiunta alle domande di ammissione e il mio statement of purpose and academic interest, una sorta di presentazione scritta dei miei interessi ed esperienze. Un curriculum romanzato per ottenere l’accesso a una delle università a cui sono interessata.

Da martedì a venerdì, quattro giorni di studio e preoccupazioni per il famigerato GRE.
Risultato finale, alle 7 di sera di venerdì: 1250, niente male. Incredibile il 700 (su 800) in matematica, che mi ha lasciata basita, e un po’ deludente invece un 550 nella parte linguistica – la media americana è di 500 quindi ho di che vantarmi, ma avrei preferito passare i 600/800. Tant pis, non ho intenzione di rifarlo.
Ho finito tutte le sezioni in poco più di due ore invece che quattro, ho spedito i risultati alle 4 scuole che li avevano richiesti e me ne sono andata appena possibile, stanca di un quiz che ha succhiato le mie energie ultimamente.

Il tempo a Columbus, come da copione, è stato magnifico fino a giovedì e si è mutato in pioggia torrenziale venerdì, per poi passare a freddo intenso ieri e oggi. L’inverno sta avanzando rapidamente ora, e le ore di luce sono sempre meno.

Avvenimenti degni di nota in questa settimana, pochi. Dopo le elezioni, il gioioso trambusto si è calmato per lasciare spazio ad un più contenuto sentimento di fiducia e quieto ottimismo. Camminando per le strade, si sentono commenti positivi, soddisfatti: molto giovanu hanno capito che il loro voto ha contato qualcosa,  e ciò è terribilmente importante.
Obama si aggiudica tutte le copertine – incluso il Time che compro spesso – e gli speciali sui giornali, e incarna un’ America diversa, giovane e dinamica, più aperta al mondo e al cambiamento. Unico neo in questa onda positiva, la marcia indietro della California sul matrimonio omosessuale. Ma diamo tempo al tempo.

Ecco un ottimo articolo apparso sul NY Times, che ben esprime l’atmosfera che si respira ovunque.
—> Clicca qui.

Menzione speciale a quell’imbecille patentato del nostro Primo Ministro, che ancora una volta è riuscito a portare vergogna e ludibrio al nostro paese. Ecco il video dell’infelice commento, che ha causato un vespaio di polemiche negli Stati Uniti e per cui Berlusconi non ha mai chiesto scusa…
Per chi si sentisse nostalgico, ecco un elenco delle figuracce storiche e delle uscite più eclatanti.

Per citare un vecchio film, non ci resta che piangere.

Video opposto, bellissimo e commovente, l’ acceptance speech di Obama. Praticamente perfetto, nessuna incertezza o errore (ci si era abituati, con Bush), pareva un’omelia con i ‘fedeli’ che iniziano a ripetere Yes, we can. Vederlo in diretta can Krissy è una memoria che resterà nella mia mente a lungo.

Ecco qui —> clicca
(in inglese, of course)

Per quanto riguarda la mia vita personale e scissa dalla politica, poco o nulla è avvenuto. Degno di nota il pranzo con Jacob giovedì, in cui il mio nervosismo ha toccato apici sconosciuti grazie alla combinazione Jacob + GRE. Ottimo sushi e ottima conversazione, siglata da un lungo sguardo prima di andare via. Piccoli dettagli che aprono una via impervia e nebulosa – se avessi tempo da dedicarci…

Venerdì, ottima lezione con i miei studenti, molte risate e discussioni interessanti. Poi studio e GRE alle 4 – pensavo di averne fino alle 8, ma alle 6 e 30 avevo finito. Mi sono così incamminata (40 minuti sotto la pioggia…) verso casa di Jacob: party per festeggiare la vittoria di Obama, la fine della settimana e il mio GRE. Un piccolo ritrovo di una quindicina di persone, tutte fantastiche, di vari dipartimenti di lingue dell’università. Notevoli Erin, Jennifer e il marito Mathieu, Jennifer Gomez: sono riuscita a parlare in francese, inglese e spagnolo senza problemi di conversione linguistica (probabilmente il vino ha aiutato un po’…). Altro elemento piacevole, Lisa e il suo ragazzo Aaron – studentessa di francese medievale lei, latino e greco lui. Fanno quasi paura insieme. :P
La casa di Mr. Jacob Schott, tuttavia, ha rubato tutta la mia attenzione per i primi minuti; libri ovunque (almeno 3-4000), bellissime foto e mappe appese alle pareti, arredamento curato, pulizia estrema e lampade a dir poco strepitose. In più, niente televisione e musica soft che ha accompagnato la serata.
Un capolavoro, perfetto per far cadere le mie ultime resistenze.
Dopo un paio di bottiglie di champagne e vari brindisi, abbiamo mangiato lasagna, farfalle con i funghi e insalata, tutto preparato da mr. Schott, che si è rivelato cuoco provetto. Poi ancora conversazioni leggere o impegnate, comunque ragionate e ben espresse; mi sono trovata estremamente a mio agio con persone intelligenti e molto eloquenti, abituate al dibattito civile.
A casa presto, con Lisa e Aaron: a letto tardi però, e sveglia verso le 10 sabato.
Sabato piacevolissimo, con un pranzo in unristorante esclusivo a Columbus per il compleanno di Salvatore, il mio nonno americano. Due figlie con famiglia da Los Angeles, il fratello da Pittsbrugh, pareva un quadretto familiare in cui io mi sono inserita senza stonare. Conversazioni profonde, intelligenti, e una reciproca simpatia che si è espressa nell’invito ad andare a visitare la famiglia Veltre a Los Angeles ‘quando voglio’.
Pomeriggio pigro, a casa con Krissy. Sera, salsa con Elena.

Domenica, oggi. Sveglia tardi, mattinata pigra con Krissy – abbiamo pulito perché arrivava Dan, il ragazzo della mia coinquilina, presto ‘ex’-ragazzo… ma temo lui non lo sappia ancora.
Pomeriggio accidioso, cancellato l’appuntamento con Lisa per un caffè e poi anche i piani per andare a ballare. Verso le 4, messaggio di Jacob su gmail chat – dopo una piccola conversazione, decido di andare ad Hagerty Hall a prendere dei libri e parlare con mr/ Schott per un pochino. Un’oretta nell’ufficio 308, ho letto parte della presentazione della sua tesi, poche parole. Poi una breve conversazione prima che io andassi a bere un caffè con Arica, molto profonda. Prima di andare, un abbraccio frugale che mi ha lasciata molto perplessa: pareva che Jacob fosse molto a disagio.
Un po’ avvilita, mi preparo ad una serata casalinga: spesa, tuta e occhiali. Krissy e il suo ragazzo escono, e io inizio a parlare con Jacob come al solito… Noto come egli sia molto più loquace con un computer in mezzo a noi e ciò causa una rezione a catena di confessioni e onestà in cui scopro che mr. Schott è molto attratto dalla sottoscritta e la ritiene intelligente, appassionata e interessante, ma teme di poterla ferire data la sua situazione sentimentale non ben definita.

In definitiva, ho notato che non voglio una persona che mi ricopre di attenzioni. Non avrei il tempo di starci dietro.

05
Nov
08

Bustina Quotidiana: 4 ottobre 2008 – “Yes we can”

Poco prima di mezzanotte, un messaggio di Jacob sul mio cellulare.

“We did it!”

Jacob adora Obama.
Io e Krissy controlliamo gli updates sul computer: il nuovo messaggio dice “Obama wins” o “Obama is the new president of the United States”. Siamo scettiche, conscie delle elezioni del 2000, quando Al Gore perse all’ultimo momento.
Ci spostiamo in sala, accendiamo la televisione, tenendoci per mano. Ci sediamo sul divano e guardiamo i titoli del telegiornale: Obama farà l’acceptance speech (= discorso con il quale si accetta la presidenza), dopo che McCain ha fatto il suo concession speech (= discorso in cui rinuncia alla presidenza). Acceptance speech significa una sola cosa: certezza della vittoria. Krissy ed io ci guardiamo, incredule. Poi ci abbracciamo. Per un momento mi sento quasi americana, contenta al punto da commuovermi. Sento che voglio restare qui, che credo in questo paese e che ho speranza per il futuro. Poi il mio solito cinismo torna, ma durante il discorso – davvero splendido e ben costruito, nonché ben espresso – di Obama, ho davvero desiderato un passaporto.

Speriamo sia un buon segno, un cambiamento per un paese che ne ha bisogno.
Davvero non pensavo potesse vincere Obama – non sono mai stata più contenta di essermi sbagliata.

Ora, lasciando i grandi, grandissimi avvenimenti (che entreranno nella storia) da parte, parliamo un po’ di me.
Giornata pessima, segnata da un sacco di problemi burocratici: i 400 dollari che Verizon mi deve sono finiti al mio vecchio indirizzo, e in seguito rispediti al mittente… così dovrò richiamare la compagnia, che incredibilemente ha nei suoi archivi un SSN sbagliato. Inoltre, la mia domanda di passare da un corso valutato ad “audit” (solo presenza) non è stata accettata, e ciò ha causato una piccola tempesta burocratica con il mio advisor, che mi ha infine portato ad arrivare tardi a lezione, dove dovevo fare una presentazione…

Lati positivi: un bel 100% con complimenti della professoressa in linguistica  e un invidiabile 104% nell’esame di cinema sulla mafia. Si tiene duro, eh.
Dopo la visione de “I Cento passi” di Giordana – che entra in lotta per il posto di film preferito – e un’oretta buona di lacrime e commozione, sono tornata a casa molto abbattuta. Una telefonata a casa mi ha tirato su il morale – un bacino a papà, Michele e mamma – e poi parlare con Krissy mi ha messa di ottimo umore.
Krissy è una persona magnifica, e le sue pene d’amore con un ragazzo che non merita nemmeno il suo alluce ha ridimensionato i miei problemi. In modo molto candido e con quel suo fare adorabile, mi ha detto che parlare con me la fa stare bene ed è contentissima di vivere insieme. Penso di aver trovato una sorella :D

Un altro elemento che ha contribuito moltissimo al mio buonumore serale, Jacob (chi l’avrebbe mai detto? :P ). Dopo una giornata nella più completa assenza di contatto – sapevo quanto ci tenesse a queste elezioni e ho preferito non disturbare -, poter chiacchierare un po’ con lui online ha reso al mia giornata più piacevole. Inoltre, il messaggio subito dopo la conferma di Obama mi ha fatto sorridere per un paio d’ore.

Ora nanne, 2.21 am e devo insegnare domattina!
More soon!

03
Nov
08

Bustina Quotidiana: 3 Novembre 2008.

Temperatura di circa 20 gradi, sole e cielo terso.
Giornata splendida, in un paese con il fiato sospeso.

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Da una settimana a questa parte, ogni giorno ricevo piccoli reminder per votare.
Penso che il server di Ohio State non mi riconosca come non-cittadina; ciò però mi permette di avere esperienza dell’impegno del candidato democratico Barack Obama, e dell’abnegazione dei suoi sostenitori.
Tutti gli Americani che conosco voteranno Obama – e molti sono preoccupati del fatto che non vi siano segni che egli possa perdere. Sembra sciocco? Eppure è ciò che è successo 4 anni fa con Kerry e Bush.

Molti dei miei colleghi voteranno domani. Qui negli Stati Uniti c’è l’opzione (sconosciuta in Italia) dell’ early vote, il voto anticipato; tuttavia, parecchi hanno deciso di aspettare domani, taluni per poter chiacchierare e scambiare opinioni nelle code che durano ore (sono più di 300 milioni di abitanti eh…), altri per assaporare il clima dell’election day. Il campus si è animato in modo febbrile dai primi di ottobre, quando gruppi di studenti per Obama e per McCain hanno iniziato ad appostarsi in varie zone di passaggio chiedendo prima a tutti di registrarsi e poi di votare per il loro candidato.
Mi sento abbastanza esclusa da tutto questo trambusto pre-elezione; sebbene i miei colleghi e amici siano più che contenti di dividere i loro pensieri con me, personalmente non ho alcun potere decisionale. Non posso votare e ciò mi fa comprendere quando importante sia il diritto al voto. Mi piacerebbe dare il mio contributo ad una cause che trovo giusta, ad un candidato che ritengo giovane e capace, carismatico ed intelligente. Sì, mi piace Obama – la sua capacità di parlare ed analizzare situazioni e problemi mi affascina, il supporto che riesce ad ottenere dalla gente che di politica non si è mai interessata mi commuove.
Spero domani si possa parlare di cambiamento, e non si respiri l’aria stantìa e purtroppo comune sino ad ora. Ho seguito un paio di dibattiti, McCain è un buon nonno ma un po’ malandato e senile per una figura presidenziale, e l’ombra dietro di lui, a nome Sarah Palin, è davvero minacciosa. Temo che la nefanda possibilità della presidenza Palin causi ilarità isterica non solo agli statunitensi, ma a chiunque abbia un po’ di buon senso.

Ma non vorrei dilungarmi troppo sul tema politico – domani si vedrà.

Giornata tranquilla, oggi. Sveglia presto, lezioncina di ripasso sui vantaggi e svantaggi di essere single con i miei studentelli, ora di ricevimento deserta come al solito, ora di conversazione tranquilla – ho chiacchierato con Audrey perché nessuno studente si è presentato -, lezione di linguistica finita prima del previsto, lezione di cinema francese cancellata, relax a casa. Se non dovessi studiare per il GRE, oserei dire giornata rilassante.

Nel mio studio odierno, le parole “mal-di-testa” sono state prattle, perfunctory, waver, squander, etc.
Ostiche e poco usate, davvero faticose da imparare – ma ci sto lavorando.
Poi ci sono le parole “ma vaffanculo va…“, termini inutili e desueti, che sinceramente non userò mai e poi mai – e che nessuno dei miei colleghi conosce, come paean (=inno di lode e ringraziamento… >__>), filibuster (=ostruzionismo parlamentare, che suona troppo come il nostro ‘filibustiere’), stymie (=versione arcaica di block, stop…).
Ho deciso di smettere di preoccuparmi, e di fare solo ciò che posso – vedremo.

Domenica pomeriggio e sera in pillole: alle 15.30 da Cup O’ Joe con Jacob, piacevolissimo pomeriggio a correggere compiti e chiacchierare seguito da cena da Champps e conversazione molto intima e piacevole. Serata al bar Rumba con Elena ad ascoltare al nostra band preferita. Nanne verso mezzanotte.

P.P.Q.:

  • il fiore che Jacob ha lasciato nella mia borsa e di cui mi sono accorta solo stamani
  • vedere Krissy prima di andare a scuola
  • la professoressa Aski che loda me e Audrey davanti alla classe tacciandoci di ‘troppo zelo e troppa bravura che porta a risultati perfetti nel test”
  • sentire la voce di Jacob attraverso la porta del suo ufficio (lo so, lo so, sono ripetitiva e ossessiva ma non me ne frega nulla gné gné :P )
  • ascoltare musica classica tra una elzione e l’altra

A presto con updates sulle elezioni!

P.S. Fantastico video sugli scacchi che mi ha incantata tra una parola GRE e l’altra!

02
Nov
08

Bustina Quotidiana: 02 Novembre 2008

Domenica mattina.
13 gradi, sole che splende sulle foglie dorate e scarlatte.
Musica: Respighi, Antiche arie e danze per liuto (prima suite) e il concerto per piano di Mozart, K.488 secondo movimento. Il primo una mia grande passione, il secondo un consiglio di messer Jacob.
Li trovate qui e qui.

Potrei quasi ascrivermi al Romanticismo, con accenti classicheggianti e barocchi; una trentina di libri impilati sul tavolo della cucina mi ricorda tuttavia che anche oggi dovrò lavorare parecchio. Note positive della giornata, incontro con messer Jacob per un caffè + social “grading” (non c’è nulla di sociale nel correggere test, ma è occasione per vedersi senza sprecare tempo – che non abbiamo), probabile cinema con Julie nel tardo pomeriggio – Changeling di Clint Eastwood – e serata al bar Rumba ad ascoltare il mio gruppo preferito a Columbus.

Venerdì e sabato abbastanza tranquilli, nonostante il pensiero del GRE mi tormenti; non sto studiando e la cosa mi preoccupa.
Il 31 ottobre sono andata a casa di Lisa, collega del dipartimento di francese e segretaria di FIGSA (di cui io sono Presidente). Medivalista, studiosa di tardo latino e occitano nonché dello sviluppo della lingua francese, Lisa è una persona fantastica. Piccola e carina, riesce a riassumere e sposare in sè gentilezza, amabilità e una distinta durezza di carattere.
Dopo aver conosciuto Laura (graduate student in scienze politiche) e Shannon (graduate student in inglese), abbiamo guardato Rear Window di Hitchcock mangiando dolcetti fatti da Lisa e Laura. Il film è indiscutibilmente un capolavoro, e i commenti sono stati piacevoli. Non c’è stata occasione di decorare le piccole zucche – la mia occhieggia tristemente dal tavolo della sala, intatta -, ma la serata è stata piacevolmente tranquilla.
Verso mezzanotte, Shannon mi ha dato un passaggio a casa; una volta entrata, mi sono messa a pulire e riordinare mentre pensavo alle attività del sabato. Poi, due telefonate: la prima di Antonio, chiedendomi cosa stessi facendo, come fosse andato il mio Halloween etc etc… ho risposto distrattamente e riattaccato. La seconda, Claude (mio ex), il quale era non molto lontano dalla mia casa, ubriaco fradicio. Sono uscita, preoccupata, e l’ho trovato nel giardino davanti a casa mia, urlante. Piangendo e urlando, mi ha comunicato che non sapeva come dimenticarmi e che non voleva entrare per non farmi arrabbiare. Alquanto furiosa, gli ho intimato di entrare in casa e smettere di urlare in mezzo alla strada; una volta dentro, l’ho messo nel mio letto e mi sono sistemata sul divano con una coperta. Lui si è messo a singhiozzare e mugugnare, quindi sono tornata a vedere cosa fosse successo e sono stata investita da una serie di insulti a cui ho imparato ad abituarmi… “non ti importa di me, sei una stronza, non te ne frega di nessuno…”

Poi silenzio – grazie all’alcool si era finalmente addormentato.
Verso le due mi sono addormentata anche io – krissy dormiva fuori, ad una festa.
La mattina dopo, ho chiamato un suo amico perché venisse a prenderlo mentre lo rassicuravo che non ero arrabbiata, solo infastidita. E certo la mia opinione di lui si era degradata un pochino…
Mi sono sentita davvero vecchia – certe cose non le farei mai e poi mai, il mio orgoglio mi impedisce categoricamente di farmi trovare sotto la casa di un qualsiasi ex piangente e sbronza. Allo stesso tempo, non mi è dispiaciuto fare da sorelle maggiore a un ragazzo ha molto bisogno di affetto. Infine, ho capito di non avere tempo nè forza per gestire situazioni di questo tipo: il mio partner deve essere stabile.

Una volta finita l’educativa esperienza notturna, ho pulito la casa, rifatto il letto e buttato le lenzuola a lavare, e sono uscita. Da Cup O’Joe (compagnia locale modellata su Starbucks, ma con prodotti locali) ho studiato e con mia sorpresa sono riuscita a scrivere un pezzo del primo capitolo della mia tesi. Pomeriggio produttivo, dunque. Krissy mi ha raggiunta al locale e abbiamo chiacchierato un po’ – poi abbiamo comprato sushi e siamo tornate a casa. Cenetta tranquilla, poi studio, allietato per me da una fitta conversazione con Jacob, che mi ha passato molti link a diversi pezzi classici e hip hop.

Nanne alle 2 (dopo il cambio dell’ora) e sveglia alle 9.
Sonno senza sogni, riposante e ristoratore. Adesso doccia e in ufficio, aspettando le 3.30 in modo produttivo.

Buona giornata a tutti, un bacione speciale a nonno Memo che oggi ho sentito in forma come sempre :)