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Bustina Quotidiana: 25 marzo 2009

Futuro prossimo.

Ultimamente sto studiando moltissimo, e si tratta principalmente di attualità italiana. Gli anni ‘60, gli anni di piombo, i decenni successivi fino ad arrivare al nuovo secolo e millennio.

Guardando indietro ai fatti relativamente recenti della nostra storia, analizzati da vari studiosi con lucidità e inevitabile critica (soprattutto per quanto riguarda la storia del nostro amato stivale), mi sorge spontaneo un dubbio: che resterà del nostro presente, nel futuro prossimo?
Cosa diranno dei primi anni del Duemila i giornalisti e gli storici nel 2050?

Leggevo alcuni articoli di Pierpaolo Antonello (Cambridge university, che conoscerò alla conferenza di NY) e Paul Ginsborg (keynote speaker e padrino della conferenza di NY), e i libri di Marco Baliani e Marco Paolini; il passato prossimo del tricolore è grigio quanto il piombo che ha dato il nome a un intero periodo storico. Che dire invece del presente?
Con quale coraggio spiegherò ai miei nipotini perché la politica è un disastro, in Italia, perché c’è crisi economica, perché ci sono situazioni da terzo mondo, perché c’è la Mafia?
Se poi i suddetti nipotini guardassero un documentario come Biùtiful Cauntri o Viva Zapatero! o qualche programma-verità sul g8 di Genova e poi chiedessero “Com’è possibile, nonna, in un paese civile, che questo sia successo?” – cosa risponderei?

Dopo essere scappata negli Stati Uniti, ho iniziato a vedere la realtà italiana con un punto di vista esterno, e a sentire opinioni molto disparate da vari amici europei ed americani. Ho iniziato io stessa ad informarmi di più – oh, è molto più semplice ottenere articoli e documentari qui… – e ho realizzato che razza di censura sia in atto sul suolo italiano. E ciò mi ha sdegnata.

Sono grata a chi nel mio paese di origine fa giornalismo, satira, informazione che non collima con i piani di quella figura sospesa tra la caricatura e il macabro che è Silvio Berlusconi, nome che qualche anno fa nessuno conosceva e ora è sulla bocca di tutti, e mai per una buona ragione o un commento positivo. Si parla del suo strapotere, delle sue gaffe di portata stratosferica, della sua classe inesistente, della sua preoccupamnte intolleranza verso la satira, i comici e i giornalisti che non pendono dalle sue labbra, della minacciosa somiglianza della sua ascesa con quella mussoliniana.

Io purtroppo l’impegno e la motivazione di queste persone non li ho avuti al momento decisivo, quello di decidere se restare in patria o andarmene. E così me ne sono andata. E se è vero che qui posso fare carriera e diventare qualcuno che può farsi ascoltare, è anche vero che la mia partenza sa di sconfitta, amara sconfitta nei confronti di un sistema governato dal clientelismo e da favori “sottobanco”, da Mafie a tutti i livelli e corruzione che dilaga.
Non che gli Stati Uniti siano un paradiso da questo punto di vista, ma la meritocrazia esiste. E l’opposizione ad ogni livello è forte. E se la gente qui protesta, il governo ascolta, eccome se ascolta. In Italia abbiamo perso  anche questo, la capacità di farci ascoltare dal governo.
E così fioccano leggi che servono solo a mettere in regola e legalizzare gli interessi di pochi, mentre l’economia si ammala sempre di più e viene coperta di notizie fiduciose che abbagliano il sempliciotto e dipingono un sorriso amaro sulle labbra dell’informato.

La televisione è specchio della degradazione raggiunta nel paese; come fa notare Sabina Guzzanri, non c’è più un solo programma di informazione e libera circolazione di idee – e no, non considero Vespa e il suo “porta a Porta” informazione -nel palinsento non solo di Mediaset ma anche della Rai, la tv pubblica. Invece, ci sono un sacco di giochi a premi, un sacco di ballerine procaci, un sacco di comicità e satira innocua e benigna, che, come auspicato dai dirigenti berlusconiani, “non fanno pensare ma piuttosto danno una dimensione umana al target del loro sarcasmo”. Eh sì, perché da che mondo è mondo la satira non è diretta alla polemica… right. Chissà cosa passa per la testa ai professori di mezzo mondo a definirla tale.

Più leggo e mi informo, più mi rattrista vedere che succede alla mia bella Italia, che amo molto nonostante i lati negativi. E ancora una volta, mi chiedo cosa resterà di questi anni turbolenti, in cui la sinistra va a rotoli e la destra dà i numeri… e il popolo, intrappolato nel mezzo, subisce i colpi di entrambe le disfatte.


4 Risposte a “Bustina Quotidiana: 25 marzo 2009”


  1. Marzo 25, 2009 alle 3:52 pm

    La situazione è molto, molto triste. Ci arriverà poi l’Italia, al 2050? Se sì, in che stato?
    Il soggiorno in Uk mi fa annuire mentre leggo questo tuo intelligente, ottimo post, in merito a vari punti: dalla reperibilità delle informazioni agli affondi dei giornalisti stranieri dalla penna ben affilata; a differenza di quella intorpidita (o imbavagliata) nostrana – che, quando si libera, viene soltanto infangata da piani alti e paradossalmente anche da quelli bassi; dalle proteste fondate dei cittadini inglesi, americani, europei, all’ascolto dei loro governi. E tutto questo non passa forse dalla considerazione che i governi stranieri hanno dei loro cittadini? E dal torpore dei nostri concittadini?
    Se da un lato la popolazione tende sempre più la mano alla lobotomizzazione e, spesso, ne è assuefatta, ci sono pochi informati il cui sorriso amaro è pieno di consapevolezza e indignazione. Trovo sia importante che l’indignazione non si spenga, nonostante il cinismo che uno può avere, o l’abitudine cui viene ben addestrato di giorno in giorno, perché sprona a informare, protestare, vivere in modo civile quando dai media spronano a seguire il gregge.

    Ultima cosa: ancora congratulazioni per UCLA e buon viaggio per NY e LA!

  2. 2 diosbios
    Marzo 27, 2009 alle 2:16 am

    [Ci arriverà poi l’Italia, al 2050?]
    Sì, ed è questo ad angosciare – perché ricorda che la giustizia divina, se esiste, è abbastanza invisibile e cauta da risultare imperscrutabile, e che Sodoma e Gomorra stanno solo nei best-seller, antichi e attuali.

    Ah, e poi volevo dire “teodicea” perché è un’altra bella parola, anche se “antropodicea” sarebbe più utile.

  3. 3 Francesco
    Marzo 27, 2009 alle 4:52 am

    la nostra bella italia…culla della cultura della storia e della cucina mondiale. I romani con Giulio Cesare, la città di Firenze con Dante Alighieri e Leonardo da Vinci, i vini, la cucina, l’architettura e tanto altro! bella l’italia…già!
    A volte mi sembra di vedere un po’ la fiaba di robin hood se volete vi racconto la sua storia.

    “Questa storia è ambientata in italia anche se dai paesaggi non sembra, ma vi assicuro che l’italia è il posto. C’era un signorotto chiamato Principe Silvio che dominava indiscusso sulla popolazione, era ricco assai ma non si accontentava mai e continuava a tassare gli abitanti. Re Riccardo Napolitano era partito per le Crociate…si le parole crociate, e il Principe Silvio spadruneggiava sul territorio incontrollato…la povertà ormai dilagava e tutti si chiedevano: dove cazzo sta robin hood? visto i soldi che ha fatto con il cartone animato come minimo sarà ricco anche lui in vacanza su un panfilo di 30 metri con 15-16 modelle. la tv gli ha dato la testa, il suo film ha fatto storia. Storia era quando rubava ai ricchi per dare ai poveri…adesso lui e ricco quindi per etica dovrebbe derubarsi per dare ai poveri…che senso avrebbe? meglio ssere ricchi e tenersi i soldi gli altri si arrangiano!!!”

    Soldi, soldi, soldi…è un classico tutti combattono per sistemare le cose: “io sarò diverso da loro, arrivo in poloitica per aiutare il popolo!!!” dice il giovane politico, poi si siede sulla poltrona in parlamento senato o quel che l’è e fa la fine di robin hood!!!
    dai su, non si fa così!

    poi beh, ci sono i calciatori…ahahah!!! 22 deficenti in mutande che prendono a calci un pallone…bello complimenti e prendono quello che io prendo in un anno loro lo guadagnano solo cambiandosi in sopogliatoio…
    la televisione: non parliamone…che è meglio!!!

    complimenti cari politici siete riusciti nel vostro intento avete rincoglionito uno stato con tutto il possibile così riuscite a fare i porci comodi vostri senza problemi!!!

    e mi chiedono ancora perchè mi voglio trasferire all’estero

    P.S. big hug cami!!!

  4. 4 Antonella
    Aprile 9, 2009 alle 3:06 am

    Nel mio piccolo spero che il popolo italiano si coalizzi e che accada un nuovo ‘68 che porti al cambiamento totale ed a un nuovo inizio.
    Penso anche che purtroppo, il menefreghismo qui in Italia, soprattutto se si parla di politica, dilaga sempre di più, un’ignoranza che purtoppo non si può fermare.
    Giusto ieri un’amica mi raccontava di una ragazza tornata in Italia dopo aver abitato 7 anni a Londra, e il suo commento è stato: “beh mi ricordavo che l’Italia peggiorava di anno in anno, ma ora come ora peggiora di mese in mese.”
    E noi cosa possiamo fare?!
    A me sinceramente l’unica cosa utile mi pare quella di fare quello che hai fatto tu: andarsene e ricominciare, anche se non è risolvere un problema, forse è solo ignorarlo. Siamo quindi anche noi troppo deboli per fare qualcosa che possa cambiare la situazione?


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