22
Ott
09

Bustina Quotidiana: 21 ottobre 2009

Ottobre sta rotolando via, e acquista velocità ogni giorno.

Di nuovo, i giorni mi sfuggono dalle mani, nonostante li viva in modo intensissimo.
Oggi, per esempio: sveglia alle 7, di corsa all’università a studiare, scrivere un response paper di 3-4 pagine e preparare una presentazione per il corso sul romanzo futurista – su Il codice di Perelà di Palazzeschi e la sublimazione del corpo in fumo. Così se ne va una mattinata intera, in cui ho dovuto spostare la mia lezione privata (extra-$$$) a domani per troppo stress accumulato per la presentazione. Niente pranzo, dalle 14 alle 17 lezione su Palazzeschi e presentazione – andata benissimo – poi conferenza sulle Watts Towers (luogo meraviglioso di questa città, che ho intenzione di visitare al più presto) con il dipartimento, poi di corsa a fare le audizioni per un gruppo esibizioni di salsa qui a Los Angeles. Audizioni che si sono rivelate una bella faticata: 3 ore totali, improvvisazione (social dancing), coreografia in coppia, pasito e shines personali, rumba e spaccate per le donne! Whew x__x
Ad ogni modo, alle 22 la giornata finalmente finisce, cena da “Inn-n-out Burgers” (con due colleghi incontrati per caso), casa, collasso sul divano.

Tutto questo dopo un venerdì sera a Hollywood – evento con Felicia Day e Joss Whedon, come si fa a rinunciare a Joss Whedon…? -, un sabato interamente passato a soffrire all’Opera House di Los Angeles guardando una versione futuristica e altamente improbabile di Siegfried di Wagner, una domenica all’insegna della salsa a Hacienda, un lunedì di corso intensissimo sul cinema e poi 4 ore di salsa dura a Zanzibar, e un martedì di studio e lavoro.

Stanca è davvero un eufemismo, al momento. I piedi mi dolgono in modo insopportabile (e domani devono essere in forma per la serata a ballare a Dakota Lounge), la testa frulla di progetti di studio e lavoro per questa fine di settimana, gli occhi si chiuderebbero anche, se il sonno sopraggiungesse. Morfeo tuttavia se ne frega della sottoscritta al momento, quindi il blog sopperisce.

Dicevo, ottobre sta svanendo – e non lo si percepisce, dato che qui il tempo è cristallizzato in una tarda estate perenne. Gli unici segni che i giorni effettivamente passano sono le decorazioni per Halloween, che si fanno di giorno in giorno più invasive e numerose.
Sono stata invitata ad un “pumpkin carving party” (una festa in cui si tagliuzzano e decorano le zucche) – il primo della mia vita.
Inoltre, pare che a Hollywood ad Halloween ci siano i migliori costumi del mondo. Sarà che qui alla gente piace apparire. Sarà che la città brulica di attori. Sarà la similitudine Hollywood-Halloween.

Momento di spicco della settimana, un dialogo molto profondo con il professore di cinema e cultural studies, Teshome Gabriel (apparentement molto conosciuto nel campo, ndr), che viene dall’Etiopia. Etiopia che fu colonia dell’Italia protofascista e fascista. Parlare di cinema di immigrazione con Gabriel è stato straniante, quasi assurdo – ed estremamente interessante. Peccato mi avesse tirato buca due volte alle sue ore d’ufficio prima di questo meeting.

Non molto da aggiungere: sto bene, fisicamente e psicologicamente.
Mi manca Verona in modo struggente, la famiglia, gli amici; mi manca (meno) Columbus, gli amici americani e il freddo dell’Ohio. Tuttavia, Los Angeles ha talmente tanto da offrire che perdere un’occasione di uscire e incontrare persone incredibili diventa un crimine.
Salsa: M E R A V I G L I O S A. Non avrei mai e poi mai potuto sognare niente di meglio, i locali sono splendidi, la musica superlativa, i ballerini ottimi… un paradiso.

Lo stress, prima o poi, se ne andrà :)

Chiudo con Utena.

Perché mi manca Utena, e mi mancano i giorni in cui la guardavo, e mi manca il sapore della libertà morale ed intellettuale che in quel periodo tastavo per la prima volta – e mi manca l’inebriatezza delle sensazioni forti, il brivido delle emozioni a fior di labbra, il piacere degli spasimi…

Qualcuno sa di cosa sto parlando.

Virtual Star Embriology, signore e signori.


11 Risposte a “Bustina Quotidiana: 21 ottobre 2009”


  1. 1 Tom
    Ottobre 22, 2009 alle 8:43 am

    Mi piace leggere delle tue giornate piene perché mi sprona a sfruttare un po’ meglio il mio tempo portando avanti le (numerose) attività già aperte che aspettano un po’ della mia attenzione quotidiana!

    Apprezzo molto il nuovo formato ridotto degli aggiornamenti, si sposa meglio con gli altri 200 aggiornamenti che la rete mi offre ogni giorno :-)

  2. Ottobre 23, 2009 alle 11:14 am

    Hai un nuovo studente privato a LA, Camilla? Lui non e’ come me, certo…:)

    PS: Tim e’ stupendo ma non come te, certo…:0

    • 5 coffeefairy
      Ottobre 23, 2009 alle 4:25 pm

      Caro Joe,

      Ho alcuni studenti che aiuto, ma nessuno studente privato speciale come te :P
      Però ci sono molti eventi qui a LA, quindi traduco e interpreto molto!

  3. 6 Veronica
    Ottobre 23, 2009 alle 3:17 pm

    Ciao Camilla
    ..io Los Angeles la amo.. e la amo in modo ancora più intenso da quando l’ho lasciata un anno e mezzo fa..
    Leggerla attraverso le tue parole è un chiaroscuro di emozioni.. a volte mi fa male ma nello stesso tempo mi fai sentire di nuovo a casa (una traversa della Wilshire) dove (come hai scritto anche tu) ho imparato a dare una nuova forma alla mia vita..
    ..ed incredibilemente, come se ci fosse uno strappo nel tempo, altre cose ci fanno incontrare.. UCLA.. la Salsa.. e diecimila altre cose che racconti.

    Un abbraccio stretto dall’Italia.. e fai un salto a ballare il martedì al King King di Hollywood.. cerca Ana Maria Alvarez del Contratiempo.. penso troverai altri amici.
    Ciao
    Veronica

    • 7 coffeefairy
      Ottobre 23, 2009 alle 4:46 pm

      Ciao Veronica,

      Grazie per i consigli! :)
      Conosco il King King ma devo ancora andarci (è abbastanza lontano), e cercherò questa Alvarez :)

      Stasera provo ad andare a “Warehouse”, vediamo com’è.
      Perché te ne sei andata?

  4. 8 DB
    Ottobre 25, 2009 alle 7:48 pm

    [Perché mi manca Utena, e mi mancano i giorni in cui la guardavo, e mi manca il sapore della libertà morale ed intellettuale che in quel periodo tastavo per la prima volta – e mi manca l’inebriatezza delle sensazioni forti, il brivido delle emozioni a fior di labbra, il piacere degli spasimi…

    Qualcuno sa di cosa sto parlando.]
    _Giuro_ di aver postato il commento al tuo ultimo post _prima_ di aver letto questo post. :P

    A volte mi manca quel tempo in cui non leggevo Utena vedendo in Akio un adulto psicopatico ma una dimensione da scoprire. La magia rimane, ma anche – ogni tanto – il terrore di pensare che il castello nel cielo è una proiezione e non un punto che proietta sogni. Non una fonte ma un riflesso.

    Sto leggendo Bjoern Larsson, che dice:
    “E senza sogni, la libertà è solo un miraggio, un’illusione, un castello in aria che crolla al primo soffio.
    [...] per essere liberi bisogna avere fantasia, ma una fantasia radicata nella realtà. Bisogna sapersi immaginare altri modi di vivere, di pensare, di sentire.”

    • 9 Camilla
      Ottobre 25, 2009 alle 7:56 pm

      [_Giuro_ di aver postato il commento al tuo ultimo post _prima_ di aver letto questo post. :P ]

      Vedi che prima o poi il “qualcuno” arriva e coglie :P

      [Sto leggendo Bjoern Larsson, che dice:
      “E senza sogni, la libertà è solo un miraggio, un’illusione, un castello in aria che crolla al primo soffio.
      [...] per essere liberi bisogna avere fantasia, ma una fantasia radicata nella realtà. Bisogna sapersi immaginare altri modi di vivere, di pensare, di sentire.”]

      ottima citazione, ti ringrazio.
      Ribatto con ciò che sto leggendo, che recita: “We start off neither with an image or a thought, but in the middle, where each melts with the other one into a common plane, the plane of immanence. It does not matter that this fold of the one upon the other is not identical in philosophy, in science, or in the domain of art. Each elaborates its respective plane in a middle where image and thought correspond according to modalities that need to be specified every time.”
      - Jean-Clet Martin

      Now, let’s re-think the image of the castle :)

  5. 11 Veronica
    Ottobre 26, 2009 alle 6:47 am

    ..beh.. son tornata (sbagliando) per essere vicino al mio compagno che era rientrato in Italia, visto che stavo aspettando la nostra bambina.. ma con il senno di poi posso dire di aver commesso un grosso errore…
    Ho vissuto troppa parte della mia vita fuori da questo paese per riuscire a sentirmi di nuovo a casa qui..

    A presto e se ti va scrivimi anche sulla email (tu la puoi leggere, no?)

    “E anche avere ricordi non basta. Si deve poterli dimenticare, quando sono molti, e si deve avere la grande pazienza di aspettare che ritornino. Poiché i ricordi di per se stessi ancora non sono. Solo quando divengono in noi sangue, sguardo e gesto, senza nome e non più scindibili da noi, solo allora può darsi che in una rarissima ora sorga nel loro centro e ne esca la prima parola di un verso.”
    R.M. Rilke


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