Ho imparato una nuova espressione, ultimamente – o meglio, un nuovo concetto, che apre orizzonti a me sconosciuti: la vita degli undergraduates nelle universita` americane.
Come ho menzionato in passato, qui gli studenti ‘undergraduate’ (cioe` all prima laurea, “laurea breve’ all’italiana) vivono nei dormitori o nelle case comuni delle varie ‘fraternities’ e ‘sororities’ (capitolo a parte della cultura giovanile statunitense, di cui tornero` a parlare al piu` presto, dopo che mi saro` fatta spiegare per benino come funzionano da una nuova conoscenza). Di conseguenza, la vita e` condivisa, nel bene e nel male.
Ecco, l’espressione che introdurro` oggi si riferisce alle situazioni che rientrano nella categoria di ‘male:’ quando una ragazza (ovviamente il concetto non si applica ai ragazzi…) esce nel weekend e va ad un ‘cool party’ nelle vicinanze del campus, si ubriaca, balla e fatalmente finisce in camera di qualche bellimbusto a continuare le danze orizzontali… Ecco, la mattina dopo, la stessa ragazza si sveglia, e, presa dal panico e in preda ad una sbornia colossale, si riveste con gli stessi striminziti indumenti della sera prima, cerca di tamponare il trucco sfatto sul viso, tenta inutilmente di domare i capelli sconvolti da una notte caliente e torna mestamente a piedi nella sua camera/casa comune.
Questa ‘camminata’ verso casa, sotto gli occhi divertiti dei mattinieri passanti, e` definita “walk of shame.”
A quanto pare, e` un fenomeno diffuso nei campus americani, tanto che ho trovato questo articolo – davvero interessante – con consigli utili su come gestire una “parade of embarrassment.”
A presto!

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