It’s been a while.
Mesi e mesi dall’ultimo post, e non neanche il perche`. Potrei dire che sono stata impegnata, e sarebbe vero. Potrei dire che avevo cosi` tanto da leggere e scrivere che una volta finiti i doveri lavorativi, non volevo piu` scrivere. E forse anche quello sarebbe vero. Ma la verita` e` che ho dovuto pensare, riconsiderare, cambaire alcune delle mie priorita`, e sentivo di non voler condividere cio` con altri. La mia estate e il mio autunno (dato il lasso di tempo consistente, le stagioni si prestano piu` dei mesi come unita` di misura) sono stati intensi, difficili e sfiancanti. Mi sono spinta oltre qualsiasi limite mai raggiunto prima, e ne sono uscita tutta intera, e in piedi. Ma i colpi si fanno sentire quando cambia il tempo… sara` la pioggia degli ultimi giorni, o il fatto che sono finalmente “in vacanza”, o il mio nuovo status di “ABD” (All But Dissertation, cioe` un prestigioso limbo a cui si accede dopo aver passato tutti gli esami di dottorato e aver scritto il prospetto della propria tesi), ma oggi voglio scrivere. Da qualche settimana voglio scrivere, in effetti, e cio` potrebbe rendere questo ‘sbrodolamento’ di pensieri abbastanza sincopato, sparso, difficile da seguire. Ma mi perdonerete, e` piu` per me che per un pubblico.
Quest’estate ho insegnato tre corsi di lingua italiana, creandone uno da zero, sia a studenti universitari che a studenti liceali. Cio` si e` rivelato problematico, in quanto giugno avrebbe dovuto essere il mio mese “libero” e si e` invece trasformato in una veglia continua, nel vano tentativo di scrivere, produrre materiale didattico, insegnare diverse ore al giorno e cercare di prepararmi per il primo esame di dottorato. Tuttavia, so bene come mi sia piu` semplice lavorare sotto pressione, e infatti tutto ha funzionato bene – sebbene fosse da molto che non provavo quella fitta lancinante allo stomaco, la sensazione di non essere pronta, la minaccia di un potenziale disastro.
Archiviati i corsi estivi e il primo esame, sono volata in Italia per tre settimane, la visita annuale piu` breve da quando mi sono trasferita (ormai sono 4 anni e mezzo); inoltre, mi ha accompagnata M., quindi non ho avuto una vera occasione di ritrovare le mie radici e stare a casa. Abbiamo girato in lungo e in largo, il che e` stato piacevole ma non mi ha fatto davvero sentire a casa.
Una volta tornata, piu` stanca di prima, la scuola e` cominciata, e sono stata investita dal quarter piu` difficile della mia carriera scolastica. Un nuovo libro con cui insegnare un nuovo, impegnativo corso di italiano intermedio, il secondo esame scritto di dottorato e l’esame finale, orale, in cui dovevo difendere l’idea della mia tesi. Le mie giornate si sono ripetute con ritmo seratissimo e sempre uguale: sveglia, lezione, ora di ricevimento, pranzo veloce, studio, preparazione delle lezioni successive, cena, attivita` serali (una per ogni sera della settimana, tra lezioni private, il team di salsa, etc.).
In piu`, M. stava cercando lavoro ed era spesso di malumore, il mio team di salsa stava preparando uno spettacolo per un evento privato, e una serie di eventi e collaborazioni si sono presentati tutti insieme (tra cui la nostra nuova conferenza a UCLA da organizzare, un evento sul cinema neorealista con cui collaborare, gli articoli per l’ItaloAmericano da scrivere, l’annuale appuntamento con Cinema Italian Style…) .
Ancora una volta, sono sopravvissuta e ho portato a termine tutti i miei doveri.
Tuttavia, ora che sono di nuovo in vacanza non riesco a rilassarmi. Sono spesso tesa, sempre convinta che mi stia dimenticando qualcosa di importante, e sempre al lavoro. Dopo una breve parentesi in Florida per il matrimonio di una cara amica, sono di nuovo al computer o sui libri tutto il giorno, ma senza alcuna gioia. E` diventato un meccanismo con cui evito di sentirmi pigra ed inutile, ma non ho la solita carica e serenita`. Al contrario, ho una curiosa difficolta` ad esternare le mie emozioni, il che causa continui ‘overflow’ di emozioni. In altre parole, continuo a scoppiare a piangere nei momenti meno opportuni, il che crea situazioni davvero imbarazzanti.
Nel cercare ragioni per questa situazione alquanto singolare, mi sono detta che forse ho nostalgia di casa (non posso volare a Verona per queste vacanze natalizie), che i problemi tra la mia coinquilina e il mio ragazzo (non si sopportano) potrebbero essere la causa, che dovrei prendermi una pausa dal lavoro, etc.
In realta`, non sono sicura di cosa scateni queste reazioni emozionali. Di certo mi manca un posto da chiamare “casa”, in cui poter rilassarmi e sentirmi a mio agio, un posto da decorare e far diventare ‘mio’, e so che cio` gioca un ruolo molto importante nella mia serenita`. Inoltre, al momento mi sento esclusa da tutti i gruppi che abitualmente frequento, il che non aiuta: tra il gruppo di yoga, il gruppo di salsa, i colleghi e gli amici degli amici, temo di non essermi concentrata molto sul creare rapporti profondi e duraturi. Non ne ho il tempo.
Trovare del tempo per curare i rapporti umani e`percio` diventato una nuova priorita`, e partendo dal rapporto con me stessa : il regalo che mi sono concessa per festeggiare il mio nuovo status ABD, quindi, e` stato cominciare yoga, un progetto che avevo nel cassetto da qualche anno e che si e` finalmente concretizzato. Dopo aver chiesto consiglio all’esperto in materia, A., la mia attenzione si e` focalizzata sullo stile Ashtanga, e precisamente quello praticato nella citta` di Mysore, in India. Pratica individuale in un ambiente comune, il che sembra essere stato ideato appositamente per le mie esigenze. Svegliarmi ogni mattina alle 6:20 am e spingermi ai limiti della resistenza e flessibilita`del mio corpo mi fa davvero bene, riempie un vuoto di cui non ero nemmeno consapevole. Tuttavia, e` un’attivita` che non produce alcun risultato a livello sociale (infatti, l’unica lezione guidata, di gruppo, a cui sono andata, e` stata un’esperienza disastrosa), e anzi mi trovo a disagio nell’interagire con gli altri occupanti del piccolo studio. E` come un’oasi di “me time” che non voglio venga inquinata da presenze esterne, di qualunque tipo. Non so se questi siano i giusti sentimenti nel praticare yoga.
TBC
0 Risposte a “Bustina natalizia: 16 dicembre 2011”